La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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venerdì 14 novembre 2008

Un ramo tra i capelli... e uno scoiattolo che dorme


Se posso, scelgo sempre il sedile vicino al finestrino, sempre per via dei riflessi.
Ne trovo uno libero, mi siedo e apro il mio libro.

Accanto a me arriva un bimbo saltellante.
Avrà 7-8 anni, due occhioni verdi e una scimmia di capelli dietro alla testa. Già questo era un segnale... i capelli sono un segnale!: chi non ci mette troppo a sistemarli, non li costringe a stare dove e come vorrebbe lui.. li lascia liberi di stiracchiarsi.. mah, chi fa così coi capelli, mi dà l'idea che faccia lo stesso con la testa!
Quella scimmia e quel sorriso contagioso, mi davano una bella sensazione.. mi stava simpatica questa piccola peste!
La mamma intanto gli stava davanti; ogni tanto allungava la mano alle gambe dicendogli Stai-più-in-qua-Siediti-bene-Non-disturbare-la-signora...

(
LA SIGNORAAAAA!??!
mmmhhhh
)


Mi son messa comoda ed ho aperto il mio libro [Terzani, "Un altro giro di giostra"], pagina 433
Il villaggio di Derisanamscope era un posto incantato: il più insolito, uno dei più interessanti, certo il più sereno e pacifico in cui sono stato in India.
Ma che non ci vada nessuno, credendo di trovare quel che ci ho trovato io, perché ognuno fa di ogni cosa -un posto, una persona, un avvenimento- quello che vuole, quello di cui, in quel momento, ha bisogno. E niente, niente come la fantasia aiuta a vedere la realtà.


Bella 'sta frase, penso.
Mentre la sottolineo, il bimbo mi fa:

"Hai un ramo incastrato tra i capelli!", guardando il solito bastoncino che tengo infilato in testa.

ahhhhhhhhhhhhahahahahahah

..mi viene da ridere! sorridono tutti, a dire il vero! anche quello che mi sta seduto davanti e finge di dormire.. lo percepisco il suo sorriso, senza nemmeno doverlo guardare!!

"Shhhhh", rispondo io sorridendogli, "parla piano.. potresti svegliare lo scoiattolo che c'è attaccato"
Lui, al volo: "Ma vaaaaaaaa è impossibile! gli scoiattoli stanno nei buchi"
La mamma mi guarda, rossa in viso, sorride e gli ricorda che non deve disturbare la signora che legge

(
ancora con 'sta signora?!?!
ahhhhh
)

Io riprendo la mia lettura, ma con la coda dell'occhio vedo che lui non toglie lo sguardo da quel ramo tra i miei capelli.
Che spettacolo!

So benissimo che non ci crede, alla storia dello scoiattolo. Ma è come con Babbo Natale: i bimbi, ad una certa età smettono di crederci tutti, ma a 60 anni continuano a scendere nel mezzo della notte per lasciare un regalino alla persona che amano, di solito proprio la notte del 25 dicembre. Coincidenze?
Io non ci credo alle coincidenze...


E' sceso subito dopo. Mi ha salutato, ma con lo sguardo stava fisso al ramo.. credo volesse salutare lo scoiattolo che non c'era, più che me.
Chissà, forse tornando a casa avrà raccontato alla mamma che lui, solo lui, ha visto anche la coda spuntare tra i miei capelli.
te lo giuroooo, c'era!!

Continuo a sorridere alla fantasia e chiudo il libro... ho quasi paura a continuare! per oggi, troppe coincidenze!

lunedì 17 dicembre 2007

Ah... i bimbi (capitolo secondo)

Tutto è partito da un test inviatomi via mail sull'età mentale… mi è piaciuto e mi sono incuriosita al sito… tra tutti i vari questionari, uno in particolare ha catturato subito la mia attenzione: la domanda era chiara: QUANTO SEI RIMASTO BAMBINO?

Il destino ha voluto che i bambini, in quest’ultimo periodo, entrassero a far parte della mia vita da protagonisti, a volte in modo inaspettato e altre volte in modo inaspettatamente meraviglioso! è un gioco di parole ma.. rende! ;) Prima il mio servizio in L/C, poi il mio lavoro all’asilo… poco alla volta, ho ricominciato a credere nella magia del tornare bambini, anzi, dell'essere un po' bimbi, dentro al cuore... diciamo che ho tolto gli occhiali!

Mi spiego meglio.

Succede sempre che, ad un certo punto, arriva il desiderio di “diventare grandi”, il bisogno di dare un senso, di trovare risposte e di scavare oltre la superficialità, l’immediatezza, quando provi sulla tua pelle la schiettezza della vita e capisci che i giri di parole non bastano più. Ecco che, d’un tratto inizi ad usare un altro linguaggio: progetti, scelte, decisioni, responsabilità, dovere…

Quello che vedevi prima, ora non basta più. Serve qualcosa che prima non avevi: gli occhiali! Per guardare lontano, per vedere più in là. Diventare adulti significa mettere gli occhiali.
E allora inizi a camminare, con lo sguardo fisso davanti a te, all’orizzonte; più lontano sai guardare, più riesci a rispondere a quelle domande che iniziano a farsi insistenti: cosa ti piacerebbe fare da grande? Ora che sei diventato grande, cosa farai? Come ti vedi tra 20 anni? Chi diventerai?
E quegli occhiali non bastano mai. Forse non sono abbastanza forti, queste lenti… vedi più distante, sì, ma ogni volta ti sembra non sia abbastanza: trovi una risposta e arriva subito una nuova domanda… cavolo, questa ancora non la vedo… è tutto così sfuocato!
Così impegnati a guardare lontano che non vediamo più la strada che corre, sotto ai nostri piedi.

Si diventa più alti. Ma qualcosa si perde…
Dall’alto si vede la cima della montagna, ma non si sente più il profumo dei fiori. Si vede il cielo all’orizzonte ma si perde il colore dell’erba. Ci si siede sempre su sedie, sedili e poltrone, dimenticando la sensazione dei sassi sotto al sedere. Si toccano maniglie, tavoli, pulsanti e tasti, borse, zaini, piatti… ma non si sente più la terra tra le dita. Tutto da un’altra prospettiva, insomma.

Quello che è successo a me è strano: da un giorno all’altro sono stata costretta a togliere quegli occhiali; perché quando parli con loro, con i bimbi, se tieni addosso gli occhiali, loro ti guardano straniti… non ti capiscono…
E tu, così abituato a rispondere a quelle domande così complicate, ti senti senza fiato davanti a: “Maestra, perché non c’è il cielo?”… ma come manca il cielo?! E’ lì! E’ possibile che non lo vedi?! E’ lì… ma poi guardi la figura e… cacchio, manca veramente! Ho colorato tutto fuorché il cielo!, pensi, attonita, di fronte al disegno che hai portato loro. Certo, io il cielo l’avevo pensato, anzi, l’avevo dato per scontato che lì ci fosse! Ma per loro… per loro un disegno senza il cielo e senza il sole, è un disegno a metà. E c’hanno ragione! Pensa te un mondo senza il cielo azzurro! O senza il sole! E così ti senti sfilare gli occhiali, provi ad abbassare lo sguardo e… che meraviglia! Risenti le canzoncine, senti il calore tenendo in braccio un bambino, senti il dolore di una lacrima.

Tutto è più veloce quaggiù. C’avete mai pensato quanto tempo ci vuole per un bambino a chiedere scusa? Due secondi. Quando hanno capito che una carezza data troppo forte può diventare uno schiaffo, allora abbassano lo sguardo ed esce quella parola magica: “Scusa!”… assomiglia più a un “Cusa”, ma il significato è lo stesso! ;)

E avete mai pensato a come far passare una brutta botta? Quando, camminando, la testa batte forte contro il tavolino… dopo un istante scende la lacrima ed inizia la disperazione… “dai, vieni qui, un po’ d’acqua e passa tutto!”… ma, niente, il pianto non si placa! un po’ di disinfettante?... del Lasonil?... “ma che devo fare?!?! Che esagerati ‘sti bimbi!! Tutto ‘sto casino per una botta!” … ah, bisogna togliere gli occhiali!! Noi eravamo già al pronto soccorso, al telefono con i genitori, al pensiero di non fare in tempo a finire il programma… abbiamo pensato troppo! E non abbiamo fatto quello che, ognuno di noi, vorrebbe che succedesse quando si cade e ci si fa male… solo allora, solo quando riusciamo a pensare meno e a sentire di più, allora ci può venire in mente che quello che, attraverso le lacrime, il bimbo ci stava chiedendo è… un bacio!

Semplicemente e meravigliosamente un bacio!

Il bacino ha poteri magici: ti avvicini e dai un bacino, piccolo piccolo, accompagnato magari da una carezza e… wow… non piange più! Anzi, è addirittura già tornato a giocare, col sorriso sulle labbra! E tu rimani senza parole, senza fiato… ti senti… svuotato in un instante… come un ago piccolo e sottile si avvicina ad un palloncino e… lo buca! Quello resiste a tutto: schiaffi, botte, pedate ma… all’ago piccolo e sottile, no… scoppia!

E da queste esperienze, poco alla volta, inizi a togliere gli occhiali, a sederti per terra e a scoprire che quello che si vede da lì è magico… vedi sotto la cattedra, vedi la polvere sul pavimento, vedi le radici sporgenti dell’albero, vedi la ruota della macchina… vedi che i fiori sono più grandi e scopri anche lo stelo, che da lassù, non lo nota mai nessuno. Vedi i lombrichi e le formiche; vedi al di là della strada, sotto alle macchine; capisci quante persone ci sono attorno a te, solo dal numero di scarpe.

Non basta abbassare lo sguardo. Bisogna provare a sedersi, per terra!

E allora, è con grande orgoglio che dico che il mio risultato è stato 76. 76& di bambina in me!
Ecco il profilo:

Bambino in positivo. Le tue risposte al test mostrano che una parte di te è rimasta inalterata rispetto alla tua infanzia: questo ti permette di cogliere alcune sfumature della vita che a molti sono precluse, di percepire eventi e occasioni in modo spontaneo e privo di condizionamenti "adulti". Ti trovi molto a tuo agio con i bambini e loro ti apprezzano molto, perché sei in grado di tornare bambino insieme a loro, senza perdere comunque di vista le tue responsabilità di adulto. Cerca di fare in modo che questo tuo aspetto non vada perduto: è un dono.

Ovviamente mi ha fatto molto piacere! :) Anche perché son convinta che, qualche tempo fa, non sarebbe uscito lo stesso risultato!
Auguro a tutti di riuscire a sfilare quegli occhiali, a sedersi per terra, a vedere quanto son grandi i fiori e quanto è immenso il cielo da laggiù!

Questo è il mio impegno per Natale.
E il vostro?


foto: Ann Geddes

domenica 16 dicembre 2007

Ah... i bimbi!

"Cosa importa se finita e cosa importa se ho la gola bruciata, o no. Ciò che conta e che sia stata come una splendida giornata!"

Beh, non è ancora finita, a dire il vero... ma le cose più belle sono già arrivate: una splendida festa di gruppo (come da tanto, tanto tempo non era così bella!!), ma la cosa più importante rimane... la recita dei bimbi a scuola!!!
Caaari, che belli! Un'emozione che faccio fatica a descrivere... un misto tra orgoglio, tenerezza, affetto... è come se, sopra quel palco, ci fosse il mio bimbo! Vederli in lacrime, prima di salire sul palco, perché pieni di paura di sbagliare, e poi vederli salire su e salutare la mamma, il papà... vederli orgogliosi, lì, davanti a tutti a cantare; vederli sbagliare, vederli sorridere stringendo forte, nei pugni, la veste azzurra perché non ricordavano più la loro battuta... tutti rossi e vergognosi, ma con quel sorriso che ti rapisce il cuore!
Sono splendidi! Che ci vuoi fare? Bimbi... semplicemente bambini! Semplicemente e meravigliosamente bambini!!
Grazie!!!

foto: Ann Geddes


 

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