
Tutto è partito da un test inviatomi via mail sull'età mentale… mi è piaciuto e mi sono incuriosita al sito… tra tutti i vari questionari, uno in particolare ha catturato subito la mia attenzione: la domanda era chiara:
QUANTO SEI RIMASTO BAMBINO? Il destino ha voluto che i bambini, in quest’ultimo periodo, entrassero a far parte della mia vita da protagonisti, a volte in modo inaspettato e altre volte in modo inaspettatamente meraviglioso! è un gioco di parole ma.. rende! ;) Prima il mio servizio in L/C, poi il mio lavoro all’asilo… poco alla volta, ho ricominciato a credere nella magia del tornare bambini, anzi, dell'essere un po' bimbi, dentro al cuore... diciamo che ho tolto gli occhiali!
Mi spiego meglio.
Succede sempre che, ad un certo punto, arriva il desiderio di “diventare grandi”, il bisogno di dare un senso, di trovare risposte e di scavare oltre la superficialità, l’immediatezza, quando provi sulla tua pelle la schiettezza della vita e capisci che i giri di parole non bastano più. Ecco che, d’un tratto inizi ad usare un altro linguaggio: progetti, scelte, decisioni, responsabilità, dovere…
Quello che vedevi prima, ora non basta più. Serve qualcosa che prima non avevi: gli occhiali! Per guardare lontano, per vedere più in là. Diventare adulti significa mettere gli occhiali.
E allora inizi a camminare, con lo sguardo fisso davanti a te, all’orizzonte; più lontano sai guardare, più riesci a rispondere a quelle domande che iniziano a farsi insistenti: cosa ti piacerebbe fare da grande? Ora che sei diventato grande, cosa farai? Come ti vedi tra 20 anni? Chi diventerai?
E quegli occhiali non bastano mai. Forse non sono abbastanza forti, queste lenti… vedi più distante, sì, ma ogni volta ti sembra non sia abbastanza: trovi una risposta e arriva subito una nuova domanda… cavolo, questa ancora non la vedo… è tutto così sfuocato!
Così impegnati a guardare lontano che non vediamo più la strada che corre, sotto ai nostri piedi.
Si diventa più alti. Ma qualcosa si perde…
Dall’alto si vede la cima della montagna, ma non si sente più il profumo dei fiori. Si vede il cielo all’orizzonte ma si perde il colore dell’erba. Ci si siede sempre su sedie, sedili e poltrone, dimenticando la sensazione dei sassi sotto al sedere. Si toccano maniglie, tavoli, pulsanti e tasti, borse, zaini, piatti… ma non si sente più la terra tra le dita. Tutto da un’altra prospettiva, insomma.
Quello che è successo a me è strano: da un giorno all’altro sono stata costretta a togliere quegli occhiali; perché quando parli con loro, con i bimbi, se tieni addosso gli occhiali, loro ti guardano straniti… non ti capiscono…
E tu, così abituato a rispondere a quelle domande così complicate, ti senti senza fiato davanti a: “Maestra, perché non c’è il cielo?”… ma come manca il cielo?! E’ lì! E’ possibile che non lo vedi?! E’ lì… ma poi guardi la figura e… cacchio, manca veramente! Ho colorato tutto fuorché il cielo!, pensi, attonita, di fronte al disegno che hai portato loro. Certo, io il cielo l’avevo pensato, anzi, l’avevo dato per scontato che lì ci fosse! Ma per loro… per loro un disegno senza il cielo e senza il sole, è un disegno a metà. E c’hanno ragione! Pensa te un mondo senza il cielo azzurro! O senza il sole! E così ti senti sfilare gli occhiali, provi ad abbassare lo sguardo e… che meraviglia! Risenti le canzoncine, senti il calore tenendo in braccio un bambino, senti il dolore di una lacrima.
Tutto è più veloce quaggiù. C’avete mai pensato quanto tempo ci vuole per un bambino a chiedere scusa? Due secondi. Quando hanno capito che una carezza data troppo forte può diventare uno schiaffo, allora abbassano lo sguardo ed esce quella parola magica: “Scusa!”… assomiglia più a un “Cusa”, ma il significato è lo stesso! ;)
E avete mai pensato a come far passare una brutta botta? Quando, camminando, la testa batte forte contro il tavolino… dopo un istante scende la lacrima ed inizia la disperazione… “dai, vieni qui, un po’ d’acqua e passa tutto!”… ma, niente, il pianto non si placa! un po’ di disinfettante?... del Lasonil?... “ma che devo fare?!?! Che esagerati ‘sti bimbi!! Tutto ‘sto casino per una botta!” … ah, bisogna togliere gli occhiali!! Noi eravamo già al pronto soccorso, al telefono con i genitori, al pensiero di non fare in tempo a finire il programma… abbiamo pensato troppo! E non abbiamo fatto quello che, ognuno di noi, vorrebbe che succedesse quando si cade e ci si fa male… solo allora, solo quando riusciamo a pensare meno e a sentire di più, allora ci può venire in mente che quello che, attraverso le lacrime, il bimbo ci stava chiedendo è… un bacio!
Semplicemente e meravigliosamente un bacio!
Il bacino ha poteri magici: ti avvicini e dai un bacino, piccolo piccolo, accompagnato magari da una carezza e… wow… non piange più! Anzi, è addirittura già tornato a giocare, col sorriso sulle labbra! E tu rimani senza parole, senza fiato… ti senti… svuotato in un instante… come un ago piccolo e sottile si avvicina ad un palloncino e… lo buca! Quello resiste a tutto: schiaffi, botte, pedate ma… all’ago piccolo e sottile, no… scoppia!
E da queste esperienze, poco alla volta, inizi a togliere gli occhiali, a sederti per terra e a scoprire che quello che si vede da lì è magico… vedi sotto la cattedra, vedi la polvere sul pavimento, vedi le radici sporgenti dell’albero, vedi la ruota della macchina… vedi che i fiori sono più grandi e scopri anche lo stelo, che da lassù, non lo nota mai nessuno. Vedi i lombrichi e le formiche; vedi al di là della strada, sotto alle macchine; capisci quante persone ci sono attorno a te, solo dal numero di scarpe.
Non basta abbassare lo sguardo. Bisogna provare a sedersi, per terra!
E allora, è con grande orgoglio che dico che il mio risultato è stato 76. 76& di bambina in me!
Ecco il profilo:
Bambino in positivo. Le tue risposte al test mostrano che una parte di te è rimasta inalterata rispetto alla tua infanzia: questo ti permette di cogliere alcune sfumature della vita che a molti sono precluse, di percepire eventi e occasioni in modo spontaneo e privo di condizionamenti "adulti". Ti trovi molto a tuo agio con i bambini e loro ti apprezzano molto, perché sei in grado di tornare bambino insieme a loro, senza perdere comunque di vista le tue responsabilità di adulto. Cerca di fare in modo che questo tuo aspetto non vada perduto: è un dono.
Ovviamente mi ha fatto molto piacere! :) Anche perché son convinta che, qualche tempo fa, non sarebbe uscito lo stesso risultato!
Auguro a tutti di riuscire a sfilare quegli occhiali, a sedersi per terra, a vedere quanto son grandi i fiori e quanto è immenso il cielo da laggiù!
Questo è il mio impegno per Natale.
E il vostro?
foto: Ann Geddes