La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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venerdì 21 novembre 2008

E' solo un trasloco

Oggi la mia casa è una conchiglia, di quelle tutte attorcigliate. Dev'essere rotolata male, deve aver preso una botta, qualcuno dev'essersi avvicinato con una scarpa..
oggi è scheggiata..
capita..
oggi sto con la testa sotto..gli occhi vedono il cielo, ma le orecchie non sentono il vento..
oggi ho voglia di non sentire..
a forza di sentire, mi sono ingrassata e mi sto stretta, oggi.

Eppure, stamattina, alle 6, quand'è suonata la sveglia, la mia casa era un albero. Era verde, umida e accogliente. Le foglie scricchiolavano e mi facevano il solletico, stavo in alto, a penzoloni sul ramo più alto con il sedere al sole e il sorriso alle melegrane.

Qualcuno dice che ogni passaggio è una trasformazione: si è trasformata in un'orchidea, dicono.
Qualcuno pensa che si sia solo fermata un attimo e si sia incollata a quella coperta scura, blu..e da lì guardi giù, saluti.
Qualcuno è convinto che stia pagando i conti rimasti in sospeso.
Qualcuno crede che abbia iniziato a vivere, solo ora, solo addesso.
Qualcuno immagina che sia tornata alla terra, che sia di nuovo acqua e spirito.
Qualcuno sa che oggi è il primo giorno del tempo che gli resta..tutto il resto, non si vede..quindi non conta.

Io oggi guardo il cielo da dentro, stretta; ma al coperto..
Oggi non ho voglia di chiedermi, né di pensare, o ipotizzare, o credere, o sapere.
Adesso ho voglia di dare un bacio a mia mamma, trovare la parola giusta per tradurre flying temper, mettere su il cd che mi ha regalato mia sorella per la maturità e flasciar scorrere la matita.


Oggi mi piaccio con la mia casetta scheggiata e con il silenzio intorno.

Intanto mi immagino la casa di domani.. forse tornerò col sedere al sole; o forse sarò in una casa di mattoni con lui, un caminetto e un libro chiuso.

Ma è solo un trasloco.

Mi piacciono i traslochi

martedì 8 luglio 2008

..Nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone

L'immagine è poco chiara, ma negli occhi lo vedo ancora! Sento nelle orecchie le urla della gente, sento la mano di Matteo che stringe, sento la voce di Ligabue che entra, profonda e roca.. sento che vibra fin dentro allo stomaco! Vedo chi è là, sotto.. stretti.. Vedo le mani di chi sta davanti a me.. colgo i sorrisi, i baci.. gli sguardi.. la delicatezza delle parole, che ballano sulle mani alzate.. come se se le stessero passando tutti, quelle parole danzanti, sulla punta delle dita.. come con un palloncino, protagonista di una festa di compleanno!

Sento quelle parole.. vedo il mago Walter.. Mario!.. vedi i miei amici, seduti davanti alla sede, aspettando di decidere dove andare a mangiare.. vedo anche me, mentre m'infilo gli occhiali, sperando sia quello il motivo per cui non riesco più a vedere la meta.. li metto e li tolgo.. li riprovo e li cambio..

sorrido!

mentre ascolto questa canzone..

Discover Luciano Ligabue!


Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro per potersi consolare godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos'ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro, certo alcuni sono in sala giochi
e l'odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone.

Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po' pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c'è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.

(da LyricsMania.com)


Leggero... senza andata, né ritorno... senza destinazione.. sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone...
Ahhhhh, eccomi a respirare a pieni polmoni!

foto: concerto di Ligabue a San Siro, 4 luglio 2008

lunedì 9 giugno 2008

Armonioso... sì, il risutato sarebbe stato armonioso!

Nella cella d’isolamento avevo scritto col pensiero che un giorno avrei avuto davanti a me il colonnello Garcia vinto e avrei potuto vendicare tutti quelli che devono essere vendicati. Ma ora, dubito del mio odio. In poche settimane da quando sto in questa casa, sembra che sia svanito, che abbia perso i suoi nitidi contorni. Sospetto che tutto quanto è successo non sia stato fortuito, ma che corrisponda a un destino disegnato prima della mia nascita ed Esteban Garcia è parte di questo disegno. È un tratto rozzo e contorto, ma nessuna pennellata è inutile. […] Nella cella d'isolamento mi era parso di combinare un rompicapo in cui ogni pezzo ha un posto preciso. Prima di sistemarli tutti, mi sembrava incomprensibile, ma ero sicura che, se riuscivo a finirlo, avrei dato un senso a ciascuno e il risultato sarebbe stato armonioso. Ogni pezzo ha una ragione di essere cosi com'è, compreso il colonnello Garcia. Ogni tanto ho la sensazione che questo l'ho già vissuto e che ho già scritto queste stesse parole, ma capisco che non sono io, bensì un'altra donna, che aveva preso appunti sui quaderni affinché io me ne servissi. Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente, come dicevano le tre sorelle Mora, che erano capaci di vedere nello spazio gli spiriti di ogni epoca. Per questo mia nonna Clara scriveva nei suoi quaderni, per vedere le cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria. E adesso io cerco il mio odio e non riesco a trovarlo. Sento che si spegne a mano a mano che mi spiego l'esistenza del colonnello Garcia e di altri come lui, che capisco mio nonno e vengo a conoscenza delle cose attraverso i quaderni di Clara, le lettere di mia madre, i libri contabili delle Tre Marie, e tanti altri documenti che ora stanno sul tavolo a portata di mano. Mi sarà molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l'altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l'odio, bensì unicamente riempire queste pagine mentre aspetto il ritorno di Miguel, mentre sotterro mio nonno che ora riposa vicino a me in questa stanza, mentre attendo che arrivino tempi migliori, tenendo in gestazione la creatura che ho nel ventre, figlia di tante violenze, o forse figlia di Miguel, ma soprattutto figlia mia. Mia nonna aveva scritto per cinquant'anni sui quaderni in cui annotava la vita. Trafugati da qualche spirito complice, si sono miracolosamente salvati dal rogo infame, in cui sono perite tante altre carte della famiglia. Li ho qui, ai miei piedi, stretti da nastri colorati, separati per fatti e non per ordine cronologico, cosi come lei li ha lasciati prima di andarsene. Clara li ha scritti perché mi servissero ora per riscattare le cose del passato e sopravvivere al mio stesso terrore. Il primo è un quaderno di scuola di venti pagine, scritto con una delicata calligrafia infantile. Comincia cosi: " Barrabás arrivò in famiglia per via mare..."

da "La casa degli spiriti" di Isabel Allende

Ho riletto questo libro per un esame all'università.. è stato un piacere immenso! L'ho rivissuto.. l'ho divorato e adesso è laggiù, che gira e scalpita nella pancia! Che bello!
E questa ultima pagina mi ha fatto esplodere di senso... senso in quello che scrivo, in quello che succede! Mi rivedo un po' in Alba... rileggersi e rivedersi, ammorbidirsi! Trovare un senso nelle pennellate rozze e cupe. Guardare le sfumature nei tratti più neri e scoprire quel raggio di luce che fa cambiare la percezione di tutto!
Sentirsi così vivi all'alba di ogni giorno per andare al lavoro, per poi ritornare a casa distrutti e prosciugati da quel lavoro che ti regala tutto, solo se hai avuto coraggio di giocarti tutto! ... perché "voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l'odio, bensì unicamente riempire queste pagine mentre.." mentre studio la differenza tra lo strutturalismo grammaticale e quello trasformazionale, mentre sorrido, emozionata, pensando a chi mi manda improvvisamente un bacio alle 17.55 di una splendida giornata di sole. Mentre mi gratto il piede e guardo i fogli bianchi che ho davanti.. quanto avrei voglia di prendere 'sto colore ed iniziare a farci un sacco di schizzi, senza senso! Non capita mai a nessuno?!
Mentre penso al silenzio così bello di ieri sera.. quando una risata ti prende proprio nelle ginocchia e devi alzarti perché da seduto ti sembra di scoppiare... quando, in un secondo, mi son fermata a pensare a quanto sono fortunata... mentre guardavo l'aereo che saliva lucciante e fantasticavo sul viaggio che farò.. ieri volevo proprio andare a Kananga.. sarà stato il telegiornale a sguinzagliarmi questo nome tra i pensieri!.
Mentre voglio a tutti i costi rivedere quel filmino, dove c'eravamo tutti a fare Giulietta e Romeo, mentre annuso il profumo del detersivo che mi è rimasto appiccicato sulle dita... sembra... boh, menta forse! Mentre mi chiedo perché in questo calendario non abbiano messo il mese successivo... uno è troppo poco, voglio vedere che giorno cade il 20 questo mese! ;)
Mentre mi siedo in giardino e penso a tutte le cose che potevo fare diversamente, ma che ho fatto diventare, anch'io, come Clara, Blanca e Alba, pagine della mia vita, piene zeppe di sensazioni...

Mentre penso che sono già le 7... e devo andarmi a preparare...

Chiamiamolo delirio pre-esame! :)

Una manciata di sorriso

mercoledì 28 maggio 2008

Per domani

Per domani

Dammi due monete d'argento
per le mie tasche vuote
che chiedono un angolo di terra,
e tappeti di petali e rose
stesi su strade silenziose,
aquiloni per colorare il cielo,
amori da farne arcobaleni e bandiere,
scarabocchi di bimbi su case,
e sottobraccio alle sere
cespugli d'erba come cuscini
e stelle per coperte,
vestiti di sole verde smeraldo del mare,
parleremo con soffi di maestrale
e gli occhi ci rideranno

Cristina Finotto

Ho rubato questa splendida poesia da un opuscolo ("HINDU'") che ho ritrovato dopo tanti anni... tantissimi! E mi ha riempito il cuore ;)
Come vedete, non l'ho scritta io! Quindi per dovere morale e per rispetto nei confronti della sua ispirazione e del suo lavoro, vi invito ad andare a visitare la pagina di questa
artista veneziana (o dintorni).

E questa canzone... una scoperta! Mi accompagna in questi ultimi giorni... non la conoscevo e non l'avevo mai più di tanto considerata: non amo particolarmente Baglioni, ma queste sue parole mi sono arrivate proprio al cuore! E questo video che ho trovato su YouTube mi ha emozionata davvero! ..ve lo consiglio!!!
prendetevi quei cinque minuti e guardate queste immagini e ascoltate le parole... e le sensazioni!



Dopo tanto guardarsi e giudicare e discutere e arrabbiarsi e...
ecco un pensiero per domani! dolce dolce


Un sorriso a tutti voi!

sabato 19 aprile 2008

Alla ricerca di... chi?


Ho appena chiuso il libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, quello che ha ispirato il film di Sean Penn “Into the wild”.

Qui potete trovare una mia personalissima "recensione"

Consigliato a chi crede nella semplicità della vita… ma non ha ancora capito se sta nel giardino di casa o in cima ad una montagna
Consigliato a chi pensa di sapere tutto della vita, ma non ha coraggio di sfidarla
Consigliato a chi ha voglia di vivere di sensazioni, in un viaggio che ti prende, dai piedi alla testa
Consigliato a chi non ha ancora capito dove sta l’equilibrio tra la passione del cuore e la consapevolezza della ragione
Consigliato a chi ha voglia di vivere felice, ma non ha ancora capito come…

Consigliato a chi non vuole giudicare… ma è curioso di scoprire un paesaggio nuovo


Soltanto ora capivo perché egli diceva che la felicità sta solo nel vivere per gli altri. […] Io ho vissuto molto e mi pare di aver trovato quel che occorre per essere felice. Una vita tranquilla, appartata nella nostra solitudine di campagna, con la possibilità di far del bene alla gente, che è così facile beneficare perché non è abituata a questo, poi il lavoro, un lavoro che sembra recare un vantaggio, poi il riposo, la natura, un libro, la musica, l’amore per il prossimo, ecco una felicità, al di là della quale non osano spingersi i miei sogni. Ma qui, oltre a tutto questo, una tale amica come voi, una famiglia, forse, e tutto quanto un uomo può desiderare. (Tolstoj, Lev – “La felicità familiare”)

martedì 18 marzo 2008

?

Una giostra di pensieri in un labirinto di emozioni.

Una foto in bianco e nero che illumina i ricordi.

Un mare di domande in un acquario di risposte... sotto la conchiglia, aggrovigliato all'alga, immerso nella sabbia...
Conoscere la risposta di una domanda mai fatta
senza conoscere la domanda ad una risposta cristallina


Perdersi, per ritrovarsi persi
Guardarsi, per vedersi ciechi
Lo specchio che ti guarda un po' perplesso... ti vedi e non ti guardi, guardandoti senza vederti...

Perdersi per ritrovarsi persi.

Il sorriso che combatte il pianto e chi vince è sempre il punto di domanda.
?

mercoledì 13 febbraio 2008

Consigli per cambiare vita


Ohhhhh… finalmente libera!! Che ben!!

Allora, l’altra sera, girovagando nel web, mi è capitato tra i tasti un link di un sito dal nome interessante: http://www.voglioviverecosi.com/. Ovviamente non ho resistito e sono andata a vedere di cosa si trattava… nemmeno il tempo di farmi un’idea generale degli argomenti trattati, che l’occhio mi è caduto sul titolo “Consigli per cambiare vita”.

STOP. Come nei miei post sui film, voglio mettere una premessa importante:
Consigliato a chi… ama viaggiare. Ed ama farlo con il cuore, con la mente, con le scarpe e con lo zaino!
Consigliato a chi… vorrebbe partiiiiiire!!!… ma non ha ancora capito se lo fa per scappare o per un istinto vero che sfrizzica nello stomaco.
Consigliato a chi… adora sentirsi in bilico tra il bisogno di scappare e la voglia di restare… o tra la voglia di partire ed il bisogno di restare!!! ;)

Ecco, a tutte queste persone, dico che è arrivato il momento di leggere l’articolo! Agli altri, invece… grazie di tutto e ci vediamo alla prossima! ;)



Allora, intanto vi ri-consiglio di leggerlo tutto, l’articolo… io me lo son proprio goduto! Comunque, per chi volesse intanto un assaggio, ve lo propongo in una PERSONALISSIMA scelta dei passaggi più importanti:

E’ possibile trasformare la nostra vita?
Dopo aver relegato i nostri sogni e desideri all’ultimo posto di una vita insoddisfacente e fatta di routine, è ancora possibile cercare di vivere bene, soddisfatti e felici?

- Il momento di dire basta. Era arrivato il momento di dire “Basta!”, di decidere di iniziare da zero una vita nuova. […] Prima di tutti però è necessario e fondamentale conoscersi molto bene.

- Il cambiamento non è facile. Sebbene il più delle volte non sia necessario un cambiamento radicale, ma sia sufficiente introdurre piccole accortezze. […] Il cambiamento radicale è un passo difficile da compiere a qualsiasi età […] L’inerzia, gli obblighi familiari, l’illusione della sicurezza e la precarietà di un posto di lavoro, sono ostacoli posti lungo il cammino verso il cambiamento, per non parlare della paura e dell’ansia che implica una decisione così radicale.

- Analizzare il cambiamento. Prima di tutto si devono analizzare, riconoscere e ricondurre alle cause. […] Cambiare la forma senza cambiare la sostanza conduce solo e sempre alle stesse conclusioni. […] Si può cadere nell’errore di idealizzare il proprio futuro, immaginando un paradiso fantastico e perdendo di vista la realtà […] Si crea l’idea di scomparire, di lasciare tutto per ricominciare tutto daccapo. […] E’ una fuga. E quando si fugge da un conflitto, questo si ripresenterà di nuovo: è sempre meglio riconoscerlo, affrontarlo e poi decidere se cambiare vita radicalmente è ancora ciò che si desidera.

- Un viaggio interiore. Un altro errore comune è quello di cercare di cambiare tutto facendo in modo che nulla cambi. […] Il passo da cui partire consiste in un viaggio interiore, scoprirsi, re-incontrare la propria identità. […] Per questo conviene progettare una meta precisa, realizzare un piano per ottenerla, essere realisti, creativi e flessibili, senza improvvisare. Non bisogna nemmeno auto ingannarsi e accontentarsi di spostare il proprio malessere da un punto geografico all’altro.

- Iniziare il processo di cambiamento. 6 punti per darsi una seconda possibilità:

1. Distinguere tra un malessere esistenziale ed un’inquietudine momentanea à Varrebbe la pena analizzare la propria esistenza e ripianificare ciò che ci scontenta […] riflettere, spazzare l’inerzia ed attuare con decisione i giusti cambiamenti.

2. Ci si deve concedere tempo per conoscersi bene e capire ciò che si vuole realmente.

3. Si devono analizzare a fondo le proprie risorse (economiche, di adattabilità, di creatività) per essere sicuri di poter affrontare qualunque difficoltà

4. Si devono affrontare i propri limiti per non ricadere negli errori già commessi

5. Parlare il più possibile con amici e familiari aiuta molto. Questo continuo parlarne farà sì che il progetto di cambiamento acquisti sempre più forza e realtà e ci permette di evidenziare eventuali errori, considerazioni o possibilità non ancora affrontate. Il fatto che molti cerchino di dissuadere chi vuole lasciare, creerà la necessità di avere un progetto solido ed argomentazioni valide.

6. Lasciatevi la possibilità di tornare!



Lascio un attimo per digerire… :) … perché quando l’ho letto io, la prima volta… beh, mi si è stretto un bel nodo infondo allo stomaco e mi son saliti su tutti quei pensieri, che faccio da una vita: … mi son vista nel mio B&B nel mezzo di distese verdi… qualche casetta qua e là… uno strapiombo sull’oceano davanti ai miei occhi… tranquilla… con i miei bimbi, mio marito… felice!!

E’ un sogno talmente banale e scontato… Per un sacco di tempo, rispondendo alla domanda su quale fosse il mio più grande sogno, alle parole “Un B&B in Irlanda”, nella testa c’era proprio quell’immagine!

E adesso mi si son svegliati un po’ di pensieri… ho provato a guardare meglio e… forse non è questo il sogno della mia vita! Dai, non potrei rimanere un’intera vita lì, nel mezzo del nulla! Forse dopo due mesi, sapendo quanto sono incostante, mi romperei e sognerei di cambiare tutto e fare l’hostess: girare il mondo, con una valigia fatta di due maglie ed un paio di scarpe… un giorno in Tailandia, uno in Sudafrica, uno in India…
Ma daiiiiiiiiii!!!
Primo: ma quale vuoi che sia l’hostess che vive così?!? Figurati! Scendono dall’aereo tailandese e vedono… l’aeroporto tailandese!!! Wow!! Che culo!!!!
Secondo: Ma quanto mai potrei durare così?! E la famiglia? La mia vita? Sospesa ad un aereo…?!? no, non mi ci vedrei proprio!

Quindi…

Quindi diventa difficile!

Perché quando si sogna, è bello lasciar correre i pensieri! Perché mai dovremmo limitarli?! E’ bello che le immagini scorrano davanti, come in un film! E, come in un film, è bello che ci si immagini la storia, le vicissitudini… e perché no, pure la fine! E chissenefrega se questa sarà o meno la realtà!!!

Però, così… ritorniamo alla mia Bucket’s List! Uff, sempre lì si torna! :)
Mi spiego meglio: è importante che ognuno sia consapevole di quali siano i sogni, i film… perché alla fine son più belli così… impossibili… come sono! Che poi magari ci cadi, nel film intendo, e molli tutto! Molli tutto e parti: vai lontano, in mezzo al verde delle colline, ad un passo dall’oceano e… il sogno s’infrange.

Peccato! Abbiamo buttato l’occasione di una vita! E adesso?! Che immagine ci sarà ad accompagnare le nostre parole riguardo ai nostri sogni?!


Credo che tutto quello che scrive questa dottoressa Pascual sia tremendamente vero! Tutto! Proprio Tutto!!!
Ma tra tutte c’è una regola più importante: compilare quella Bucket’s List, sapendo mescolare il sogno alla realtà, gli ideali agli obiettivi…

Lasciamo lì i nostri sogni irraggiungibili! Lasciamo che ci facciano volare alti con la fantasia e lasciamo che poi, atterrando un po’, ci strappino un sorriso! Senza avere già la sensazione di aver appena rinunciato ad un sogno, ma semplicemente la consapevolezza di amare talmente tanto quel sogno, da lasciarlo libero di occuparci la mente e il cuore!

Lasciamoci cullare dai sogni e corriamo verso le nostre aspirazioni! Basta solo capire quali sono i sogni e quali le aspirazioni… quelli veri, ovvio!! ;)

sabato 9 febbraio 2008

In un momento "qualsiasi"

Vi è mai capitato di… ricordare? Ma non ricordare, così, date, avvenimenti, incontri… parlo di lasciarsi sorprendere da un qualche ricordo.

Tipo, quando si è a cena, magari in una di quelle della domenica sera, con gli amici… si chiacchiera, ci si racconta… dell’università, del lavoro, delle novità, dei progetti… e poi… beh, ad un certo punto, verso fine serata di solito, s’inizia a risvegliare i ricordi, con il tipico: “Ti ricordi quella volta…”. Gli episodi si accavallano, uno dopo l’altro… nemmeno il tempo di finirne uno, che già te ne viene in mente un altro! E dopo i primi (che di solito servono solo a riscaldare la mente), si passa ai più lontani, quelli che se ne stanno belli tranquilli, nascosti nei cassettini remoti della memoria… quelli che, a risentirli, tu che per un sacco di tempo non li avevi più levati da lì dentro, provi quella dolcezza mista a nostalgia, che ti fa sorridere… sono bei ricordi alla fine, eh! E’ solo che era così tanto tempo che non ci pensavi più che adesso, proprio in quel momento qualsiasi, se ne escono e ti regalano un’emozione speciale! e ti senti cullato da una specie di… magia!


Io voglio condividere tre piccolissime emozioni…

La prima è una canzone… perché almeno, chi ha voglia di leggere il resto, può essere accompagnato da questa dolce poesia… so che per alcuni non sarà altro che una semplice canzone; per me invece… non ci sono parole! E’ un pezzo fisso del mio mp3, una di quelle che, cascasse il mondo, questa non si tocca! Queste note mi risvegliano ogni volta ricordi diversi… persone, luoghi, momenti… di tutti i generi.
Ma l’altro giorno… mercoledì mi ha regalato qualcosa in più… mi sono proprio emozionata! E la cosa più bella è che… non c’era un motivo preciso, nessun ricordo preciso, nessun… niente!! Solo quel sorriso, che ti esce spontaneo e quella dolcezza che ti pervade… la senti da dentro, dallo stomaco fino alle orecchie!

Eccola: “Ode to my family”, dei Cranberries


La seconda, una caramella! Sembra assurdo, lo immagino… ma non è così! Succede quando, in un momento completamente qualunque della vita, ti capita tra le mani una caramella: non è una caramella qualsiasi, ma tu questo ancora non lo sai… lo scopri quando la metti in bocca perché, improvvisamente, per un solo secondo, rivedi qualcosa…
In un secondo ti vedi a 9 anni, a scorrazzare in bicicletta per una via ancora semi-deserta, tranquilla, nel mezzo del pomeriggio… con Alfredo, alla soglia degli 80 anni, che ti guarda dal cancello… ti tiene compagnia con i suoi sorrisi, le barzellette e qualche saggio avvertimento: “Non andare dalla parte della strada! Di questi tempi non ci si può proprio fidare!” (“Figuriamoci adesso!” – s’intromette il pensiero tra i ricordi)… E poi ti allunga la mano e ti passa una caramella. Ma mica una qualsiasi, eh! Ti passa quella che preferisci: bella grossa, dura… uno zuccherino, come la chiamava lui! Una cosa che è la fine del mondo, decisamente il regalo più bello della giornata!

Tutto questo dura un secondo: risenti il silenzio della strada, vuota, rivedi la sua faccia, la sua cucina… rivivi in un attimo il profumo di quel ricordo… che in un secondo sfuma, sì… però… quello che ti lascia dentro è un’emozione indescrivibile! Quanti anni dall’ultima volta che ne avevi toccata una…


La terza è un profumo… Il più ovvio forse, uno dei più banali mezzi per far viaggiare la mente. Eppure, uno dei più efficaci!

Proprio ieri, all’uscita dall’asilo, andavo verso la macchina, con duemila pensieri che già mi affollavano la testa… una giornata splendida, gli occhiali da sole dimenticati… poi l’esame della Chiaretta, e di conseguenza, poi, il mio… l’attività di domenica da preparare, sistemare il tirocinio per l’unive, sentire la Vero… e… STOP! Un profumo di mare: in un istante mi son rivista a Waterville (dove?!... in Irlanda, ovvio!! ;p ) In realtà è un posto che non ho apprezzato poi così tanto… quella volta ci eravamo fermati lì solo 15 minuti, per una sistemazione al pullman di linea. Non c’era praticamente nulla, che io ricordi, se non una statua in ferro di Charlie Chaplin e una vista sull’oceano… l’unico punto basso della costa… che poco a poco si alzava nelle uniche alte scogliere che abbiamo potuto vedere al sud. Il tempo non era granché bello (ma va?!?! Strano, direi!! ;) ), gente ce n’era poca in giro e noi abbiamo approfittato del tempo per avvicinarci un po’ alla spiaggia… l’odore mi è rimasto impresso, forse più di quanto potessi immaginare… odorava di umidità… acqua, erba bagnata, appena tagliata, mista ad alghe… un banale profumo di mare! Anche se, forse non così banale!

La mente è strana: mi è capitato di guardare e riguardare una cosa, magica, per assicurarmi di poterla ricordare per sempre. E’ come se ti obbligassi a ricordare, supplicassi la tua memoria di aprire qualche cassettino e chiuderci dentro quel momento perché… così magico! Poi passa il tempo e… che rabbia ripensarci e non sentire più, non vedere più, non ricordare esattamente quel particolare che tanto ti aveva colpito!
Forse non era così importante da ricordare… forse lei, la memoria intendo, ne aveva captati di più belli! Sapeva che qualcos’altro sarebbe stato più magico. E così, silenziosamente, aveva aperto quel cassettino, infilato quell’immagine con cura e poi l’aveva richiuso…

E un giorno, altrettanto silenziosamente, in un momento qualsiasi della vita, lei va a riaprire quel cassetto, ci toglie la polvere e te lo regala… Secondo me, lei, si diverte pure a fare questi scherzi… in un momento qualsiasi!

martedì 5 febbraio 2008

Trova la gioia nella tua vita!

“Volver”. Ecco l’ultimo film che avevo visto al cinema con mia mamma… ogni tanto mi piace, andarci insieme… ci sono film che visti, così, solo io e lei, parlano di più!

E così abbiamo approfittato di questo, perché, per una serie infinita di ragioni, ci chiamava al cinema, insieme!


E abbiamo fatto bene!

Era da tanto tempo che non mi emozionavo così, al cinema! ;) Capita quando, pur essendo al sicuro, nascosti nel buio della sala, ci si sente ascoltati… le persone che ti siedono accanto, le senti troppo vicine! Senti intromettersi i loro sospiri nei tuoi… senti che ogni piccola sensazione, potrebbe essere colta anche da loro… invece tu la vorresti solo tua, vorresti essere solo tu, la tua storia… quelle immagini solo per te.

E poi succede che ti senti quasi più preoccupata a non farti vedere, non farti sentire, che a lasciarti cullare dalla tua stessa, meravigliosa, fragilità.

E così è successo martedì…


Questo film è davvero molto bello… delicato… fragile… per nulla scontato, anzi, meravigliosamente toccante! Si ride, eccome! E si piange! (almeno, io ho pianto!! ;) anche se molto probabilmente il resto della sala non è così “lacrimoso” come me!) E si affronta a viso aperto la vita… quella sognata!

Il mio prof di filosofia non mi ha mai fatto compilare la mia Bucket List, ovvero la lista delle cose che avrei voluto fare nella vita, prima di arrivare al capolinea. A dire il vero a me è passato per la testa qualche volta, ma non l’ho mai fatto… metterci le cose che sogno, ogni giorno…

Se la dovessi scrivere ora, di getto, mi vengono subito in mente: un viaggio in Irlanda, a piedi, con lo zaino, vivendomela tutta con i miei occhi, le mie mani e la mia testa… e poi uno in India, uno tra i monaci tibetani, un campo in Africa e… e… son talmente tante le cose che ora non me le ricordo più… talmente tante che mi sembra di non averne più nemmeno una… talmente sognate che si sono perse nei meandri della memoria…

E più ci pensi e più il pensiero si sposta su qualcos’altro… dopo i sogni impossibili, fanno capolino tutte quelle piccole cose che non si ha mai tempo di fare: qualche pensierino, una lettera, l’ultima parola, l’ultimo saluto a qualcuno che è lontano… il coraggio di dire quella cosa, che ti preme dentro, ma che fa così paura, e pensi sempre: “Ci sarà tempo!”…

E più ci pensi e più ti accorgi che i sogni impossibili scalano… quelli che ti sembravano essere le cose più attese, lasciano il posto alle altre, quelle piccole piccole…

Forse dovrei iniziare a scriverne una!! ;) Per capire come stanno, i sogni, dove sono… quali sono quelli veri, quelli che spingono forti, dallo stomaco… e quali invece quelli che premono nella testa, che poi son quelli destinati ad entrare nell’oblio… Chissà cosa ci scriverei…


Consigliato a chi, anche se solo per una volta, si è sentito la vita troppo stretta e allo stesso tempo così immensamente grande… troppo grande da perdercisi dentro…

Consigliato a chi vorrebbe veder realizzati i desideri che sogna, ma che allo stesso tempo sa capire cos’è veramente ciò di cui ha bisogno…

When you try your best, but you don't succeed; when you get what you want, but not what you need; when you feel so tired, but you can't sleep… Stuck in reverse: lights will guide you home… (Coldplay, “Fix you”) ... Trova la gioia nella tua vita!

martedì 8 gennaio 2008

L'amore ai tempi del colera

Voglio condividere con voi un bel film che abbiamo visto domenica sera: “El amor en los tiempos del cólera”. Lo scrivo in spagnolo, perché… beh, mi richiama quel capolavoro di Gabriel García Márquez e così mi sembra di rendergli più giustizia! ;p… fisse! ;) E metto il trailer, in inglese, perché… eh… è decisamente più bello in lingua originale!! Le cose doppiate (come quello in spagnolo, tra l’altro!), non rendono mai abbastanza!!

Che dire di questo film? E’ semplicemente una poesia! Delicato e sensibile… l’amore è una cosa tanto magica da rimanere nel cuore, nonostante gli anni e le distanze… l’amore, quello profondo, quello che senti nello stomaco, resiste a tutto, persino all’amore che, a volte, ci accontentiamo di ricevere! Florentino ama molte donne, ma resta sempre innamorato di quell’illusione di Fermina. Lei, a sua volta, ama un uomo che le fa vivere la realtà, ma non riesce a dimenticare quella stessa illusione: ci prova con tutte le sue forze, con tutto l’orgoglio e la rabbia, ma…


Consigliato a chi crede che una vita vissuta in solitudine, barricati dentro alle mura del proprio unico cuore, non sia abbastanza. Consigliato a chi non ama le sviolinate d’amore, ma ama la poesia che solo l’amore sa scrivere!

E consigliato a chi crede nell’illusione… perché “sperare è inutile se non ci credi!” (grazie, Cri!;) ) Ma, soprattutto, consigliato a chi ama, sì, ma in realtà si accontenta di amare… per paura che quell’illusione faccia solo soffrire. Chissà, forse ritroverà la spinta per crederci!


martedì 1 gennaio 2008

L'alba del giorno che verrà

Dopo il tramonto di un nuovo giorno, c'è sempre un'alba... del giorno che verrà! Dalla finestra della nostra vita, la vediamo laggiù, in lontananza...

Il mio invito, per questo nuovo giorno, per questa nuova alba, per questo nuovo anno è... vivere ogni istante, ogni momento... ogni...!

Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 euro sul tuo conto. Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Che faresti? Ritireresti fino all'ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!!!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca. Il suo nome? TEMPO.

Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi. Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito. Questa Banca non conserva soldi né permette trasferimenti.

Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del giorno. Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua. Non si può fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani. Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo. L'orologio continua il suo cammino. Ottieni il massimo da ogni giorno.

Per scoprire il valore di un anno,
chiedi a uno studente che è stato bocciato all'esame finale.

Per scoprire il valore di un mese,
chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.

Per scoprire il valore di una settimana,
chiedi all'editore di una rivista settimanale.

Per scopire il valore di un'ora,
chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.

Per scoprire il valore di un minuto,
chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.

Per scoprire il valore di un secondo,
chiedi a qualcuno che è sopravvisuto a un incidente.

Per scoprire il valore di un millesecondo,
chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.


Il tempo non aspetta nessuno: raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore. Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante. (anonimo)

Non perdiamo tempo!
E... buona strada!

(foto: in volo sull'Irlanda, 2005)

lunedì 31 dicembre 2007

Il tramonto di un nuovo giorno

Eccoci arrivati...
Il sole sta scendendo... si sta per nascondere, dove gli occhi non possono più scorgerlo, ma dove le anime riescono ancora a percepire il suo calore!

Un altro giorno sta per finire e domani... domani un nuovo giorno comincerà.

Le ultime ore per pensarci su... quanti ricordi, quanto amore, quante occasioni, quente novità! Qualche rimpianto e qualche dolore.

Ma l'orizzonte è rosso davanti a noi e, si sa, qualcosa di buono porterà... basterà crederci!

Auguro a tutti, prima tra tutti a me stessa, di saper cogliere ogni minuto... di avere il coraggio di saltare su ogni treno... di avere l'umiltà di ascoltare ogni voce... e di non aver paura di osare!

D'altronde... vola solo chi osa farlo!

Buon volo! per questa notte, che non tornerà!

Bless you!

foto: Jesolo, 26/12/2007

giovedì 27 dicembre 2007

...e lo ascolterò gridare...

A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all’Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave”. Ci rimasi secco. Fran. A un quadro mica puoi chiedere niente. Ma a Novecento sì. […] Volevo capire perché, una ragione doveva pur esserci, uno non sta trentadue anni su una nave e poi un giorno d’improvviso se ne scende, come se niente fosse, senza nemmeno dire il perché al suo migliore amico, senza dirgli niente.

“Devo vedere una cosa, laggiù,” mi disse.

“Quale cosa?” Non voleva dirla, e si può anche capirlo perché quando alla fine la disse, quel che disse fu:

“Il mare”.

“Il mare?”

“Il mare”

Pensa te. A tutto potevi pensare, ma non a quello. Non volevo crederci, sapeva di presa per il culo bell’e buona. Non volevo crederci. Era la cazzata del secolo.

“Sono trentadue anni che lo vedi, il mare, Novecento”

“Da qui. Io lo voglio vedere da là. Non è la stessa cosa.”

[…] Posso rimanere anche anni, qua sopra, ma il mare non mi dirà mai nulla. Io adesso scendo, vivo sulla terra e della terra per anni, divento uno normale, poi un giorno parto, arrivo su una costa qualsiasi, alzo gli occhi e guardo il mare: è lì, io l’ascolterò gridare.

da "Novecento" di A.Baricco

Sono vent'anni che vedo il mare... l'ho visto da diverse prospettive... ne ho visto diversi colori, sfumature, riflessi... ma ieri il mare aveva un sapore diverso! Ogni volta, ogni occasione lo rende qualcosa di speciale... è come se lo vedessi anche con gli occhi della persona che è lì accanto a te, che sente lo stesso profumo, coglie lo stesso rumore delle onde... "vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire." (da "Imparare dal vento" - Tiromancino)

E così, da questa nuova prospettiva, il mare ci ha suggerito che forse, guardando da un'altra angolazione, molte son le cose che hanno un gusto diverso!

Nessun dettaglio, nessuna espressione... ombre... mano nella mano... orma dopo orma

GRAZIE!
Semplicemente
e meravigliosamente...
grazie! ;)



domenica 25 novembre 2007

Condividere

C'è chi hai sempre avuto davanti agli occhi, c'è chi è sempre stato lì, al tuo fianco... c'è chi conosci da una vita o chi non riconosci più da una vita.
Ma c'è anche chi arriva, in silenzio, bussa...
...tu apri, giusto un po', quel poco che ti permetta di dare una sbirciata...
ma poi la curiosità cresce e c'è qualcosa che ti chiama ad aprire di più e chiacchierare, e raccontare e... condividere.
E così, tutto d'un tratto, da quella piccola sfesa, ti si è aperto un mondo che mai avresti immaginato! Come se a vent'anni, avessi conosciuto un altro fratello, lontano per così tanto tempo, ma in fondo, così vicino...
L'avresti mai immaginato?
... Io no...

Grazie... ;)

lunedì 12 novembre 2007

Sfumature di vita

Una scoperta meravigliosa, stasera...

condividere qualcosa di profondo, qualcosa che va oltre un blog, che va oltre le parole e le apparenze...

sentire di percorrere strade diverse, pur vivendole insieme...

...il mio inboccaallupo va a te, per il coraggio e per la passione!

Come sempre...

Maith thú!

mercoledì 7 novembre 2007

...diventare testimoni...



Sconvolgente ... Intimo ... Profondo ...

Non ci sono altre parole per descrivere esperienze di questo genere!

Da tempo cercavo qualcosa di diverso, ma non sapevo nemmeno io cosa...
Da tempo mi volevo diversa ma non sapevo come cambiarmi...
Da tempo mi cercavo in profondità, ma non riuscivo a trovarmi...

Questa esperienza mi ha regalato la magia della scoperta, mi ha fatto assapporare il gusto della sfida e soprattutto mi ha donato serenità!

Diventare testimoni... essere ciò che si è:
riconoscere ed accettare ciò che si è stati, saper cogliere ciò che siamo diventati e avere il coraggio di sognare quel che saremo!

Bless you!

martedì 23 ottobre 2007

Tá grá agam duit


Quando la strada si nasconde tra le colline...
Quando il sole si addormenta troppo presto...
Quando il sorriso si accompagna alla malinconia...
Quando l'aria penetra pungente nel collo...
Quando la nebbia confonde lo sguardo all'orizzonte...
Quando il silenzio pesa sulle spalle e sulle gambe...


è proprio allora che si nota la rugiada sui fiori,
si sente il profumo della pioggia
si assapora l'aroma della notte...

è proprio allora che si è riusciti a rubare l'anima alla vita!

Un abbraccio ad Aldo... Tá grá agam duit!
 

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