La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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domenica 11 gennaio 2009

Seguendo la mia creuza de ma

Ombre di facce facce di marinai
da dove venite dov'è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l'asino c'è rimasto Dio
il diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido


[luna, 11 gennaio 2009]

E nella barca del vino ci navigheremo
sugli scogli emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d'acqua e sale
che ci lega e ci porta in una creuza de ma

[la mia creuza de ma (Jesolo -VE, settembre 08)]

da "Creuza de ma" - Fabrizio De André


La penna scorre sul foglio, tra le righe che immagino disegnar una strada... s'inerpicano sui pensieri e scendono sulle emozioni.
Resta un segno scuro, sbavato e sinuoso.
Restano gli spazi tra le parole come fotografie da immaginare.
Inseguo i passi andare e venire, in una creuza de ma


Nella spazzatura... parole e musica:

mercoledì 27 agosto 2008

Il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme

Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano!
Cosa importa se sono caduto, se sono lontano?
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole,
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole

E' il 27 agosto del 1979. Fabrizio De Andrè e la compagna Dori Ghezzi vengono sequestrati dall'anonima sarda: quattro mesi che segneranno profondamente la vita dei due e, ovviamente, sarà un'esperienza che segnerà anche la poesia di Faber.

Voglio ricordarlo così, con una canzone che racconta quel dolore. Parole e musica che mi fanno rabbrividere ogni volta che mi sfiorano il cuore..

"Hotel Supramonte"

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

testo da Angolo Testi


Quella di Fabrizio è una storia speciale... e quella raccontata alla "Storia siamo noi" è davvero lo specchio delle sue toccanti poesie!

venerdì 9 maggio 2008

E mi teneva sulla testa una mano

Non potevo non dedicare qualche parola alla giornata di oggi... si sa, la storia mi piace! e mi piace soprattutto ricordarla.
Ma oggi troppe voci parleranno di Aldo Moro. Della prigionia, delle B.R., delle lettere, della D.C., del sequestro...
E così ho pensato di far qualcosa di diverso.

Proprio ieri il mio mp3 ha scelto per me una canzone, non a caso penso!
Si tratta di "Mario", di Lorenzo...

"...e a spiegare a mio figlio bambino come ogni destino si unisce, si confonde e si intreccia in comune con le altre persone..."



Perché non c'è (e non c'era) solo Moro!


mercoledì 16 aprile 2008

Insegnare la libertà

Esattamente un anno fa, Cho Seung-Hui, studente sudcoreano del Virginia Polytechinc Institute and State University, entra nel campus armato di pistola ed uccide 32 persone. Dopo la strage, decide di togliersi la vita.
La cronologia dei fatti, le testimonianze, le motivazioni e tutto ciò che questo massacro ha comportato, sono ampiamente descritte in internet e giornali: ecco qualche indirizzo:
Wikipedia
Repubblica
Il Corriere della Sera
The new York Times

Al di là delle conseguenze del massacro (comunque una delle peggiori stragi nella storia americana!!), dei feriti (29) e delle problematiche del ventitreenne, il primi commenti di tutti, a partire dai media, sono stati:
- "Ecco, è successo di nuovo!" Sì, basta dare un'occhiata qui per rendersi conto di quanto questo non sia il risultato della follia di uno.
- "Colpa dell'eccessiva facilità di appropriarsi di armi da fuoco."
- "I precedenti casi fanno diventare gli assassini dei mitomani... una specie di mania di protagonismo contagiosa"

Ma fatti del genere dovrebbero andare più nel profondo, scavare... Il punto non è la pistola. Il punto non è la mania di protagonismo. Non sono queste le cause. Non sono qui per individuare le cause, fare un processo alla società americana; anche perché il mio non essere americana, non mi permetterebbe di farlo con obiettività e lucidità.
Mi permette, però, di fermarmi a pensare a noi, a me... il fatto che accada al di là dell'oceano, non è un motivo per non pensare, per non indagare, per non analizzare!

Allora penso che tutto questo possa servire per farsi un'idea. Approfondire. Cercare di capire. Il vero punto è guardare: guardare con occhi spalancati ed attenti; guardare non per criticare l'America, ma per guardarsi! E queste assurde stragi devono servire per fermarsi, atterriti, davanti all'atrocità.
Credo che questi ci possano aiutare a focalizzare meglio, ad aprire gli occhi:
"Bowling a Columbine" un film di Micheal Moore.
"Elephant" un film di Gus Van Sant

Dopo aver visto, davvero, ciò che succede, dobbiamo guardare più lontano... ad un obiettivo.
E il vero obiettivo, secondo me, è quello di insegnare la vita! Se ogni paese ha i suoi problemi, le sue debolezze... quello che non cambia è l'obiettivo che abbiamo davanti: lo stesso in America, in Italia, in Tibet, in Kenya... e qui mi fermo, perché la lista diventerebbe terribilmente (nel vero senso della parola) lunga!

La libertà!
Insegnare la vita è insegnare la libertà!

Ma non un surrogato di libertà!

La vera libertà è dura e complicata. Faticosa da ottenere e tremendamente difficile da concedere. Ci vuole rispetto, coerenza e coraggio... infinito coraggio! Passione. Determinazione. Fiducia!
Abbiamo una bocca per parlare, sì! Ma spesso dimentichiamo che abbiamo addirittura due orecchie per ascoltare e due occhi per osservare. Una testa per ragionare. Un cuore per sentire.

"Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d'animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L'amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo"
(Martin Luther King)

Davanti a queste parole, anch'io mi fermo. E penso...
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo"... Gandhi ha ragione: in fondo dovrei cominciare anch'io, ad essere la libertà!

mercoledì 30 gennaio 2008

Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Il sole è nascosto, timido, dietro alle nuvole… sembra che il cielo, oggi, non abbia voglia di sorridere… sembra che il sole, oggi, non abbia abbastanza forza per scaldare… sarà perché oggi, come il 30 gennaio di tanti anni fa, qualche lacrima scendeva…

Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Oggi, nel 1595, si consumava, in scena, una tragedia d’amore, quando Shakespeare, per la prima volta rappresentò il suo “Romeo e Giulietta”... forse, quella che doveva essere solo una meravigliosa poesia, è riuscita a rappresentare l’odio della realtà…

Oggi, nella Germania del 1933, Adolf Hitler giurò nella posizione di cancelliere tedesco, ufficializzando, davanti al mondo intero, l’inizio di un indescrivibile orrore… forse adesso è troppo tardi per opporsi e chiedere scusa…

Oggi, nel 1948, Mahatma Gandhi venne assassinato da un estremista indù, nella stessa India in cui lui, con coraggio e devozione, aveva portato alto il nome della non-violenza, aveva unito nemici davanti al grande sogno dell’indipendenza. Ed infine era riuscito ad ottenere quel risultato per cui tanto aveva lottato: con i suoi occhi aveva potuto piangere, appena un anno prima, alla notizia dell’indipendenza indiana. Aveva regalato al mondo quel toccante messaggio di forza (“My Spiritual Message”), guadagnandosi la stima di tutti, credenti ed atei… ma forse non tutti avevano capito… forse non tutti avevano sentito foto Gandhi

Oggi, nel 1968, durante il capodanno vietnamita, i Viet Cong attaccarono a sorpresa gli Stati Uniti in quella che è comunemente ricordata come l’Offensiva del Têt. Da nessuna delle due parti si riuscì ad ottenere un vero risultato ai fini della guerra, solo un grande impatto sui media americani per l’inaspettata rappresaglia… forse le quasi 40.000 vittime totali non erano abbastanza per attirare l’attenzione sull’orrore della guerra…

Oggi, nel 1972, in Irlanda, le forze del Regno Unito, entrarono a Derry con l’intenzione di mettere la parola fine a quella guerra infinita tra cattolici e protestanti… forse nessuno aveva pensato che con le armi in pugno, 13 dimostranti cattolici avrebbero potuto morire (ecco quel che successe)… forse nessuno aveva pensato che con l’odio e la rabbia nel cuore, non sarebbe bastata un’incursione per mettere fine a quella cattiveria…foto Irlanda

Oggi, nel 2002, un bimbo di Cogne venne assassinato da qualcuno che per qualche motivo pensava che fosse meglio così. Dopo sei anni di spettacolo sulla vicenda, ognuno ha analizzato e giudicato, ognuno ha trovato il suo colpevole e i suoi motivi … forse il piccolo Samuele rimane l’unico che, quel motivo, non l’ha mai capito…


Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Oggi, nel 1882, a Hide Park, nacque Franklin Delano Roosevelt, unico presidente americano ad essere stato eletto per quattro volte consecutive, quello che rialzò la testa e l’orgoglio americani con riforme e progetti concreti. Lo stesso che, qualche anno prima di essere eletto, si era ammalato gravemente di poliomielite, aveva perso l’uso delle gambe e camminava con un busto d’acciaio… forse la forza d’animo riesce a tenere in piedi più di quella delle gambe…

Oggi, nel 1945, Adolf Hitler, lo stesso che 12 anni prima aveva annunciato al mondo la sua sanguinosa battaglia, tenne il suo ultimo discorso radiofonico al popolo tedesco… forse era l’alba chiara di una oscura notte

Oggi, in Irlanda e in India, molte persone staranno dedicando una preghiera a chi, qualche anno fa, ha perso la vita per un ideale. Lo stesso ideale che ora illumina di speranza chi vede più concreta la pace tra cattolici e protestanti e di chi vede aperta una strada, pur difficile, reale per l’’India… forse ricordare può aiutare più che commemorare

E io, oggi, voglio ricordare così:

 

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