La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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venerdì 7 novembre 2008

E' una fotografia


"MLK" - U2

Discover U2!


E’ una fotografia.

E’ stanco e ha negli occhi la fatica di chi ogni giorno vede l’alba diventare tramonto, e poi notte. In una mano tiene stretta una speranza: ha la forma di un libro con le immagini di segnali stradali e strade tortuose; con l’altra tiene stretta una maniglia che ora mi pare assomigli più ad un gancio in mezzo al vuoto, una tana di cemento nella bufera.
I suoi occhi scuri s’annebbiano un poco, diventano lucidi… s’abbassano.

Un click. Ci vedo dentro della terra sporca e una barca bucata dai sogni feriti; ci vedo dentro quel momento in cui, nel mezzo di una salita cruda, ti assale la paura e dagli occhi se ne esce tutta quella forza su cui prima contavi, lavata dalle lacrime… è quel momento in cui ti chiedi. Solo ti chiedi.
Ci vedo dentro vergogna… forse la mia.
Poi la mano si stringe a quella sua speranza… un ultimo appiglio, un altro tentativo… quasi a spremere quel cartone per prendersi l’ultimo goccio rimasto, nascosto tra le pieghe.

Io prima avevo le gambe pesanti e la testa gonfia di tanta voglia di tornare a casa; io avevo difeso questo posto… avevo chiuso la porta e le finestre intorno a me e avevo lasciato aperto solo il riflesso del finestrino che mi sta accanto. Prima.
Ora quel finestrino si è spalancato e la mia tana, spezzata.

Siediti…
Un click, che accompagna l’abbraccio di poche parole. Abbasso lo sguardo, vorrei sorridere ma mi sento fragile, sul ciglio della strada… qualsiasi gesto potrebbe scaraventarmi a terra, qualsiasi folata di vento potrebbe togliermi quella maschera di pietra che indosso e scoprire le mie emozioni, togliere la coperta e lasciarmi i piedi nudi.

Il sonno si prende i respiri che avanzano a quelli che son seduti comodi.

Lui s’infila il libro nella giacca e appoggia la testa al finestrino, si arrende a quel riflesso.
Mi sembra di scorgerci una lacrima… ma non so se sia la mia, o la sua.



giovedì 9 ottobre 2008

domani toglierò il cappello

"Altrove" - Morgan


Discover Morgan!



C'è un omino piccolo piccolo, porta in testa una caciottina blu, di lana.
C'è un cane, gli cammina sempre due passi avanti senza voltarsi
mai

L'omino tiene il passo, il cane decide
la strada

A volte si ferma: una mano accarezza il cappello e il cappello accarezza i pensieri
Poi riparte

Il cane fa la strada, la caciottina decide
il tempo

L'omino tiene il passo...
domani toglierò il cappello... wow!!

mercoledì 8 ottobre 2008

Una mattina di ordinaria follia

"Marieta monta in gondoea"

Discover Various Artists!



Stamattina odio!!
Odio chi calcia via i sassi dal centro della strada. Che è?! Devi fare ordine?! Quelli non se ne possono star tranquilli un attimo che qualcuno, passando, li deve spostare, muovere, rotolare... non potrebbero dare un calcio alle loro inquietudini invece di farle venire agli altri?!
Odio vedere quella ragazza che pulisce i vetri della porta principale. Sta togliendo le impronte di chi l'ha attraversata, la polvere che se ne stava lì a disegnare ombre, granello dopo granello.
Odio chi mi passa davanti in mensa... "perché stamattina-ero-a-lezione--tra-dieci-minuti-devo-andare-dal-prof--gli-devo-consegnare-un-messaggio-segreto-da-parte-del-Rettore--poi-devo-andare-a-lavorare--e-----ho fame!" Ehi, Superman, io, secondo te, ci son venuta a fare cosa in mensa?! se mi avessi detto che le cose stavano così, mi mettevo anch'io la maglietta di wonderwoman sotto al maglione!!
"..devo passare prima perché me l'ha ordinato il dottore: sindrome di Capitan Uncino! Se non mangio entro mezzogiorno mi parte la sveglia e il coccodrillo mi sente-mi trova-mi raggiunge-mi mangia!"
Odio chi gioca col cellulare e inonda il meraviglioso silenzio che c'è qui fuori con spade, urla e squilli di tromba dal castello di Re Artù. Ehi, Lancillotto! Artù è partito per una grande battaglia, ho sentito che ha bisogno di cavalieri coraggiosi, forti ed astuti... secondo me saresti perfetto! Vai e salva il mondo... ti ricorderò nelle mie preghiere!
Odio questo posto enorme, in cui è impossibile trovare un bagno!! Fino a poco tempo fa facevo lezione in palazzi vecchi dai muri umidi; su pavimenti sconnessi che ballavano al ritmo delle parole dei prof e dei piedi di chi si annoiava; ascoltavo lezioni attorcigliata su scale strette e contorte se arrivavo in ritardo. Facevo la fila di un quarto d'ora per conquistare l'unico bagno che c'era: una scatola con il coperchio che si chiudeva sotto le chiacchiere delle infinite persone che si ritrovavano lì ad aspettare bevendo caffé e copiando appunti. Ci stavo bene in quel posto ondulato, mi piaceva il mal di mare quando stavo sul pavimento... ora è tutto troppo bello, troppo pulito, troppo grande, troppo perfetto!
Sono qui a girare come una biglia in una pista in spiaggia: seguo corridoi su corridoi, sbattendo qua e là, tra chi aspetta di essere ricevuto, chi deve registrare l'esame, chi attacca foglietti in cerca di case, letti e compagni di studio... ecco, quasi quasi, se funziona con le case, provo con il bagno: "Cercasi disperatamente bagno, meglio stanza singola... e magari meglio entro due ore e non entro la fine di ottobre.. non so se riesco a resistere tanto!"
Continuo a rotolare chiedendomi che senso abbia l'ufficio di un prof di archeologia in mezzo al dipartimento di studi storici.. ma! questi, il bagno, ce l'hanno tutti in ufficio?!?!

(
Solo dopo un lungo peregrinare scopro con infinita tristezza che avevo passato una decina di bagni! Non potevo immaginare che ora li facessero con le porte automatiche e delle elegantissime targhette ad indicarne la presenza... io cercavo omini in rosso, appesi sugli stipiti!
Probabilmente con i tagli del governo hanno deciso di licenziare anche loro e sostituirli con un'anonima e minuscola targhetta... O forse gli omini si son rotti di star lì dalla porta! Hanno visto che tutti si sapevano arrangiare da soli e hanno deciso di andare a farsi un giro in barca!
)

Odio gli ascensori con gli specchi: mi mettono ansia perché non so mai dove guardare... mi sembra di approfittare della loro doppia faccia per controllare se i capelli degli altri sono in ordine o sbirciare dove vanno le mani mentre si chiacchiera.
Questo poi, ha lo specchio pure sul soffitto!! Non mi resta altro da fare che concentrarmi sui pulsanti allora... inventerò una spy story: un'incursione del Dipartimento di Archeologia in quello di Studi Storici per liberare quel loro concittadino, intrappolato nei ricordi! O un incontro segreto tra il Dipartimento di Studi sull'Asia Centrale e quello di Slavistica, nascosti nei sotteranei della Biblioteca Umanistica, dove se ne stavano nascosti già da un po' gli Studi d'Arte e Conservazione dei Beni Culturali per disegnari ad occhi chiusi il profilo della Segreteria.. senza sapere che la Portineria era già sulle sue tracce...
ahhhhh..sembro una pazza! Quasi quasi scendo prima e continuo a piedi! Adesso mi viene pure da ridere!!

Odio.. machenneso!!
ci sto bene qui..
Adoro essere in bilico su questo gondolino: tutti in piedi in equilibrio precario.. do la mia moneta a Caronte, il soldo della salvezza.. 50 centesimi per abbandonare il Limbo ed avventurarsi nel magico Inferno!
Adoro girare per queste calli strettissime, arrivare ad un passo dalla una curva a gomito ed esitare un attimo... prima di guardare chi si nasconde dietro l'angolo... scartare un regalo e sbirciare la scatola dal buco che ho fatto nella carta.
Adoro dover fare gincane tra cani vagabondi... provando anche una certa invidia per la loro beata tranquillità, mentre io tengo la borsa, m'appiccico al muro e salto il sacchetto appoggiato al muro
Adoro l'odore che c'è intorno; lo sporco che si deposita tra le pietre.. adoro sentirle così irregolari sotto ai piedi; adoro molleggiare sulle travi di legno mentre gli operai sistemano le tubature in acqua.
Adoro camminare con l'mp3 a volume basso per sentire le vecchiette chiacchierare da un balcone all'altro... vederle passarsi il filo bianco su cui attaccarci magliette colorate. Adoro sentirle sfilare sopra alla testa, filtrarmi una luce sfumata mentre loro attraversano la strada... ecco, passano indisturbate, nemmeno guardano a destra o sinistra, niente traffico... solo una fila ordinata di colori disordinati!
Adoro passare davanti a questa barca di frutta e verdura! Solo a Venezia può capitare di prendere un chilo di mele in una barca!!
Adoro le facce dei turisti che guardano meravigliati l'ambulanza passare a sirene spiegate che.. galleggia! Adoro quell'espressione stranita!!
Adoro le calli che se ne escono direttamente in laguna: strade senza destinazione! Lì ogni volta sembra la prima volta... ecco dove l'hanno ideata la pubblicità della Philadelphia!!
Adoro entrare in panificio a prendermi un pezzo di pane con l'uvetta con il solito tipo strano, seduto sulla seggiola a lato del bancone, che commenta tutte le ragazze straniere che entrano... loro sorridono, compiaciute... torneranno a casa dicendo che gli italiani sono semrpe gentili... o che sono tutti pazzi e non hanno ancora capito che l'italiano, a parte in Italia, non lo conosce nessuno!! ahah


Adoro camminare ad un centimetro dalla porta di casa della gente! Nessun cancello, nessun giardino.. la porta è lì, accanto a te.. a volte è pure aperta.. come a volerti ricordare che c'è sempre posto!

Stamattina adoro!

Io adoro Venezia!!
.. anche se continuo ad odiare questo tavolo che traballa!!mhhhhhh

giovedì 31 luglio 2008

Variazione sul tema "Intercity Night 234 Roma-Vienna"


Dal riflesso sul finestrino, l'espressione appare contratta. Con gli occhi, suona una musica in Forte... una melodia che fatica ad armonizzare con quella della figlia, che le siede a fianco.. lei è arrabbiata, lontana..
Il bimbo invece saltella, si attacca al finestrino. Curioso, sorride.. suona una melodia dolce in Allegretto.. qualche pausa qua e là. Poi musica, di violini ed ottavino.

Ad un certo punto una botta, la testa dolorante.
Pausa.


Il pianto rompe il silenzio, gli occhi smettono di suonare e si rivolgono, dolci, a lui. Un mano sulla testa, un bacio.. una carezza, un sorriso. Lei se ne va, con il figlio in braccio.
La ragazza rimane rannicchiata sul sedile: l’accento si perde, il ritmo si fa più debole. Gli occhi ora sono socchiusi: lei abbassa la testa, l'espressione diventa meno severa.. la dolcezza colora lo sguardo.


Pausa.


Lei torna.. ora il bimbo dorme. Uno sguardo alla figlia. Poi si siede.

Dal riflesso sul finestrino, l'espressione del viso è ancora contratta. In una mano, un libro; appoggiata sul braccio, la testa del piccolo. Sul sedile a fianco, lei è di nuovo sveglia, lo sguardo è tornato torvo.
Forse una vecchia discussione, forse irrisolte incomprensioni, forse la rabbia della giovinezza.. il ritmo torna veloce e qualche trillo risuona in Allegro con fuoco.

Dal riflesso sul finestrino, un soffio di amarezza.. immagini di melodie stonate e troppo complicate.. parole troppo forti, accompagnate da emozioni più profonde. Una storia che ha visto strade lunghe e faticose, curve troppo strette e discese troppo ripide.


Pausa
La notte che scorre sui binari, gli occhi che si posano sul finestrino.. il sonno di qualcuno e le risate di altri.. il tempo che scappa via dallo sguardo, lontano tra i ricordi..
La notte.. la sua musica che si addolcisce.. il Forte si fa Mezzopiano, l’Allegro diventa Moderato.. poi Andante. Un sax accompagna la tenerezza degli occhi..

Dal riflesso sul finestrino, ad un certo punto, un sorriso. Un Quattro Mani di pianoforte prende forma. Il braccio si avvicina alla mano della ragazza. Lo sguardo si fa semplice e puro; poi una parola, a bassa voce.

Dal riflesso sul finestrino, vengono proiettate immagini di anime legate insieme.. un pacchetto di arachidi unisce i sorrisi, incrocia le mani.
Ora solo note di sottofondo.. suonate in un Larghetto con grazia, sussurrate appena. Flauto e sax, un quattro mani di pianoforte, qualche inserimento di violino e clarinetto..

Un sorriso.


Libero il mio sguardo.. lo faccio correre lontano, tra le luci della notte. Tra i riflessi sul finestrino, mi vedo sopraffatta dalla tenerezza di una storia rubata.. ma così delicata. Mi sento intrappolata in una musica che non mi appartiene.. ma che mi fa respirare forte, mi riempie il cuore.

Lascio andare i miei pensieri..

Dal riflesso sul finestrino, vedo lui, chino sul giornale.. sento la stanchezza.. sento l'amore e le cose non dette. Un'altra melodia suona tra i riflessi del vetro.
Un sorriso.
Un bacio.

Cambia la tonalità, cambia il ritmo. Il tempo si fa semplice e il movimento melodico.. ma la musica continua a suonare, la stessa. Un contrappunto. Quasi una famiglia di note. Un’armonia delicata.


La chiamo Variazione sul tema "Intercity Night 234 Roma-Vienna".. nella mia testa sento ancora la musica!

foto e pensieri: registrati durante il viaggio di ritorno in treno, nella notte tra il 28-29 luglio 2008

martedì 29 luglio 2008

Vacanze romane .. il cuore


Due anime specchiate dal sole, passeggiando tra le strade di Roma:

un libro per guidare il passo e la mente, curiosità risposte e domande senza perché


Riflessi d’acqua in un bagno di storia e di meraviglia

un sospiro leggero tra i raggi di sole e i battiti di cuori all'unisono


Il cielo dal colle, in un bagno di immensità e ricordi

guardando lontano si sentono echi di antiche battaglie e profumi di nuove leggende


Un tramonto di nuvole sotto il sole che scende

un viaggio da ricordare.. stretto tra le mani di chi si ama

foto: Roma; in sequenza: Piazza della Repubblica (2), Circo Massimo e Palatino, Colosseo

sabato 12 luglio 2008

Passo dopo passo



Eccoci qui, con le mani nello zaino, i piedi sul sacco a pelo e la testa penzolante tra l'alba e il tramonto di domani...


Discover Eddie Vedder!


RISE / SOLLEVARSI

Lyrics/ Music: Ed Vedder

Così va il mondo: non puoi mai sapere dove mettere tutta la tua fede e dove ti porterà

Mi solleverò bruciando dei buchi neri nei ricordi bui
Mi solleverò trasformando gli errori in oro

Così passa il tempo, troppo veloce da domare
Improvvisamente ingoiato dai segni... ma guarda un po'

Mi solleverò troverò la mia direzione magneticamente
Mi solleverò giocherò il mio asso nella manica

da pearljamonline.it,

dalla colonna sonora di "Into the wild"


Mi prendo la mia settimana di avventura, di gioco e di magia... fotografando nuvole di sogni e colorando visi carichi di emozioni.

Giocherò il mio asso nella manica, pronta a prendere ciò che viene senza perdermi ciò che voglio!

Buona vita a chi, restando, continua a camminare... passo dopo passo!

Beannacht Dé leat!

giovedì 3 luglio 2008

Anch'io sognavo di partire...


Ero ventenne o poco più e come tutti, credo, anch’io sognavo di partire.
“Le Parole del Mare” (di V. Serra), è uno dei pochi libri che tengo sempre accanto al letto… un augurio, forse.. o un monito?! A volte un rifugio. Altre volte semplicemente una scusa, per sognarmi seduta sulla prua di una vecchia nave ormeggiata al porto… troppo vecchia per ripartire, ma con quello stesso fremito nel cuore per ogni onda che le accarezza i piedi, di una vernice ormai scolorita dai lunghi viaggi.

Sarà che è estate.. sarà che tutti qui partono… sarà che io mi agito perché non posso partire per il viaggio che vorrei… o forse sarà che sono una sognatrice... Anzi, sono proprio una sognatrice! ..il viaggio degli altri diventa il mio! E’ sempre così.
Io, se fossi stata lui, non ci sarei andata al mare a Jesolo: troppo affollato, troppo casino! E’ meglio Carole, no?! … Ma forse sono semplicemente quei ricordi che bussano al cuore ogni volta che la fantasia mi accompagna fin laggiù! ;p
E perché non andare in Norvegia, piuttosto che in Danimarca?! I fiordi! Io sinceramente preferirei vedere i fiordi! In Danimarca non sono altrettanto belli!
Il viaggio di nozze in Zambia… bella l’Africa, sì! In Zambia però… per i miei gusti ci son troppi villaggi turistici! Mi sentirei come quegli italiani che scendono sbraitando dai Magic Bus scoperti che fanno il giro della città… “veloci che è già mezzogiorno e mezzo!! Il ristorantino sull’angolo è perfetto!io mangio lo scoglio oggi!”… certo, mangiare italiano pure lì, dall’altra parte del mondo, è fondamentale! Senza la pasta, chissà, l’organismo ne risente! O peggio ancora, chissà quali malattie strane ci saranno nascoste tra le banane di questo sperduto paese! Eh.. poveri italiani.. per fortuna che so parlar l’inglese, penso io!! Chi li conosce questi?!?! ;)
Vabbé… a volte affiorano i ricordi… e un po’ di gelosia!! ;p

Ma… e il mio?! Il mio viaggio?!
Sto cambiando il programma di quello degli altri e il mio deve ancora incominciare! Sono ancora ormeggiata qui! Incatenata dai mille impegni, pizzicata da qualche senso di colpa… avvicinata da qualche pazza idea… poi vedo i libri, vedo il cartellone da completare, l’appuntamento da confermare… Ma sono ancora ormeggiata qui?! E sono pure a 50 km dal mare! Nemmeno quello può farmi compagnia la sera!!!

Ma dimentico la cosa più importante: questo è il mio viaggio! Me lo sono scelta! Non sarà sulla nave che gira il continente… non vedrò Capo Horn… e per il momento non mi affaccerò sulle Cliffs of Moher, ma…

Ma ho accanto a me la persona più bella del mondo, l’unica che dà senso agli scleri di chi vuole partire ma in fondo sa che deve aspettare il momento giusto!
Ho amici che mi stanno ad ascoltare da lontano ed altri che mi abbracciano col sorriso! Amici sconosciuti che a volte mi sembra di incontrare tutti i giorni, a tavola, con un piatto davanti ed un buon bicchiere di vino (veneto stavolta!! ;)), nascosti dal velo dell’invisibilità, ma così veri da sembrare quasi storici!
E poi qui, solo qui, potrò avere quel concerto per me… e per noi… solo per noi! ;)
Sempre qui… mi aspettano trenta bambini per tirar fuori, insieme a me, la favola più bella che è nascosta dentro di loro… la favola prima di dormire, la carezza contro il mal di pancia, la barzelletta dell’ora di pranzo… la ricerca degli ingredienti magici, rubati da Shavannah, per risvegliare Talibah! Occhi di drago, squame di cerbero e crini di unicorno… buttarli tutti nel braciere per vederli scoppiettare nel fuoco il gioco notturno in mezzo agli alberi, rapiti dal buio, dalla paura e dalla curiosità! Tra una settimana saremo lì, accanto al fuoco, nel mezzo della notte, tra il silenzio e le stelle a guardar su e a respirare forte… a scambiarci il respiro fino a confonderci…

Ahhhhhhh, ma chemmenefrega del mondo?!?!
La conchiglia che ho in tasca mi racconta le fiabe del mare tutte le sere, prima di dormire… e mi risveglia con il suo profumo ad ogni alba…

Ero ventenne o poco più e come tutti, credo, anch’io sognavo di partire…

Beannacht Dé leat!

 

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