La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

lunedì 9 giugno 2008

Armonioso... sì, il risutato sarebbe stato armonioso!

Nella cella d’isolamento avevo scritto col pensiero che un giorno avrei avuto davanti a me il colonnello Garcia vinto e avrei potuto vendicare tutti quelli che devono essere vendicati. Ma ora, dubito del mio odio. In poche settimane da quando sto in questa casa, sembra che sia svanito, che abbia perso i suoi nitidi contorni. Sospetto che tutto quanto è successo non sia stato fortuito, ma che corrisponda a un destino disegnato prima della mia nascita ed Esteban Garcia è parte di questo disegno. È un tratto rozzo e contorto, ma nessuna pennellata è inutile. […] Nella cella d'isolamento mi era parso di combinare un rompicapo in cui ogni pezzo ha un posto preciso. Prima di sistemarli tutti, mi sembrava incomprensibile, ma ero sicura che, se riuscivo a finirlo, avrei dato un senso a ciascuno e il risultato sarebbe stato armonioso. Ogni pezzo ha una ragione di essere cosi com'è, compreso il colonnello Garcia. Ogni tanto ho la sensazione che questo l'ho già vissuto e che ho già scritto queste stesse parole, ma capisco che non sono io, bensì un'altra donna, che aveva preso appunti sui quaderni affinché io me ne servissi. Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente, come dicevano le tre sorelle Mora, che erano capaci di vedere nello spazio gli spiriti di ogni epoca. Per questo mia nonna Clara scriveva nei suoi quaderni, per vedere le cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria. E adesso io cerco il mio odio e non riesco a trovarlo. Sento che si spegne a mano a mano che mi spiego l'esistenza del colonnello Garcia e di altri come lui, che capisco mio nonno e vengo a conoscenza delle cose attraverso i quaderni di Clara, le lettere di mia madre, i libri contabili delle Tre Marie, e tanti altri documenti che ora stanno sul tavolo a portata di mano. Mi sarà molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l'altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l'odio, bensì unicamente riempire queste pagine mentre aspetto il ritorno di Miguel, mentre sotterro mio nonno che ora riposa vicino a me in questa stanza, mentre attendo che arrivino tempi migliori, tenendo in gestazione la creatura che ho nel ventre, figlia di tante violenze, o forse figlia di Miguel, ma soprattutto figlia mia. Mia nonna aveva scritto per cinquant'anni sui quaderni in cui annotava la vita. Trafugati da qualche spirito complice, si sono miracolosamente salvati dal rogo infame, in cui sono perite tante altre carte della famiglia. Li ho qui, ai miei piedi, stretti da nastri colorati, separati per fatti e non per ordine cronologico, cosi come lei li ha lasciati prima di andarsene. Clara li ha scritti perché mi servissero ora per riscattare le cose del passato e sopravvivere al mio stesso terrore. Il primo è un quaderno di scuola di venti pagine, scritto con una delicata calligrafia infantile. Comincia cosi: " Barrabás arrivò in famiglia per via mare..."

da "La casa degli spiriti" di Isabel Allende

Ho riletto questo libro per un esame all'università.. è stato un piacere immenso! L'ho rivissuto.. l'ho divorato e adesso è laggiù, che gira e scalpita nella pancia! Che bello!
E questa ultima pagina mi ha fatto esplodere di senso... senso in quello che scrivo, in quello che succede! Mi rivedo un po' in Alba... rileggersi e rivedersi, ammorbidirsi! Trovare un senso nelle pennellate rozze e cupe. Guardare le sfumature nei tratti più neri e scoprire quel raggio di luce che fa cambiare la percezione di tutto!
Sentirsi così vivi all'alba di ogni giorno per andare al lavoro, per poi ritornare a casa distrutti e prosciugati da quel lavoro che ti regala tutto, solo se hai avuto coraggio di giocarti tutto! ... perché "voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l'odio, bensì unicamente riempire queste pagine mentre.." mentre studio la differenza tra lo strutturalismo grammaticale e quello trasformazionale, mentre sorrido, emozionata, pensando a chi mi manda improvvisamente un bacio alle 17.55 di una splendida giornata di sole. Mentre mi gratto il piede e guardo i fogli bianchi che ho davanti.. quanto avrei voglia di prendere 'sto colore ed iniziare a farci un sacco di schizzi, senza senso! Non capita mai a nessuno?!
Mentre penso al silenzio così bello di ieri sera.. quando una risata ti prende proprio nelle ginocchia e devi alzarti perché da seduto ti sembra di scoppiare... quando, in un secondo, mi son fermata a pensare a quanto sono fortunata... mentre guardavo l'aereo che saliva lucciante e fantasticavo sul viaggio che farò.. ieri volevo proprio andare a Kananga.. sarà stato il telegiornale a sguinzagliarmi questo nome tra i pensieri!.
Mentre voglio a tutti i costi rivedere quel filmino, dove c'eravamo tutti a fare Giulietta e Romeo, mentre annuso il profumo del detersivo che mi è rimasto appiccicato sulle dita... sembra... boh, menta forse! Mentre mi chiedo perché in questo calendario non abbiano messo il mese successivo... uno è troppo poco, voglio vedere che giorno cade il 20 questo mese! ;)
Mentre mi siedo in giardino e penso a tutte le cose che potevo fare diversamente, ma che ho fatto diventare, anch'io, come Clara, Blanca e Alba, pagine della mia vita, piene zeppe di sensazioni...

Mentre penso che sono già le 7... e devo andarmi a preparare...

Chiamiamolo delirio pre-esame! :)

Una manciata di sorriso

7 commenti:

Bibbo ha detto...

Perbacco quant'è bellino questo!
Sai che mi hai fatto venire un brividino???? eheh :)

Com'è andato l'esame???? Io mi preparo per il 18..urcalè!

Stefi ha detto...

Sì, mi è venuto proprio dal cuore... chiamiamolo emozionale! anzi, "sensazionale" mi piace di più! :)

Beeeeeeene, l'esame! proprio 'na bomba!!
Il 18 ci vediamo perché ho anch'io un'altra bomba...speriamo che non sia troppo bomba questa, però!! ;)

Ciao bel!

Maracaibo ha detto...

Che bello questo stream of consciousness... mi sono proprio immersa nella tela delle tue parole, ed ho visto proprio le scene... Ascoltando "un giorno di pioggia", stupenda canzone dei mcr...
E l'esame è andato??? si daii.... io attendo il 16 per il rush finale...o almeno spero...
Buono studio e delirio :DD
Un abbraccio grande grande

JANAS ha detto...

che bel cuore che hai...con un cuore così ...hai già tutti i requisiti per affrontare tutte le pagine della vita...perchè sei così giovane e già ne hai colto i segreti più profondi...non perdere mai questa magia..di guardare la realtà oltre il banale e apparente mostrarsi delle cose!

Stefi ha detto...

;p.. chiamiamola ispirazione.. a volte c'è qualcosa che mi prende dentro e.. cerco di metterlo in parole!
Credo che la curiosità, unita alla voglia di scriverle, quelle pagine bianche, dia la magia di fare quel che si fa.. e spero di poter andare ancora più in là!!..ce n'è ancora da scoprire!! ;)

JANAS ha detto...

le capacità ci sono tutte...non resta che aspettare di scoprire piano piano...tutto quello che dirai, scriverai o tirerai fuori dal tuo magico cappello dove custodisci il tuo io più profondo!
muble muble ...elabora elabora...
ci risentiamo...
un abbraccio abbraccioso...che nessuna distanza ci separa dagli amici!

Stefi ha detto...

;) colpita.. e affondata!
qualcosa alla fine è uscito!!

..eh..mi mancherai, lo so già! ;)

 

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