La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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sabato 19 aprile 2008

Alla ricerca di... chi?


Ho appena chiuso il libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, quello che ha ispirato il film di Sean Penn “Into the wild”.

Qui potete trovare una mia personalissima "recensione"

Consigliato a chi crede nella semplicità della vita… ma non ha ancora capito se sta nel giardino di casa o in cima ad una montagna
Consigliato a chi pensa di sapere tutto della vita, ma non ha coraggio di sfidarla
Consigliato a chi ha voglia di vivere di sensazioni, in un viaggio che ti prende, dai piedi alla testa
Consigliato a chi non ha ancora capito dove sta l’equilibrio tra la passione del cuore e la consapevolezza della ragione
Consigliato a chi ha voglia di vivere felice, ma non ha ancora capito come…

Consigliato a chi non vuole giudicare… ma è curioso di scoprire un paesaggio nuovo


Soltanto ora capivo perché egli diceva che la felicità sta solo nel vivere per gli altri. […] Io ho vissuto molto e mi pare di aver trovato quel che occorre per essere felice. Una vita tranquilla, appartata nella nostra solitudine di campagna, con la possibilità di far del bene alla gente, che è così facile beneficare perché non è abituata a questo, poi il lavoro, un lavoro che sembra recare un vantaggio, poi il riposo, la natura, un libro, la musica, l’amore per il prossimo, ecco una felicità, al di là della quale non osano spingersi i miei sogni. Ma qui, oltre a tutto questo, una tale amica come voi, una famiglia, forse, e tutto quanto un uomo può desiderare. (Tolstoj, Lev – “La felicità familiare”)

mercoledì 16 aprile 2008

Insegnare la libertà

Esattamente un anno fa, Cho Seung-Hui, studente sudcoreano del Virginia Polytechinc Institute and State University, entra nel campus armato di pistola ed uccide 32 persone. Dopo la strage, decide di togliersi la vita.
La cronologia dei fatti, le testimonianze, le motivazioni e tutto ciò che questo massacro ha comportato, sono ampiamente descritte in internet e giornali: ecco qualche indirizzo:
Wikipedia
Repubblica
Il Corriere della Sera
The new York Times

Al di là delle conseguenze del massacro (comunque una delle peggiori stragi nella storia americana!!), dei feriti (29) e delle problematiche del ventitreenne, il primi commenti di tutti, a partire dai media, sono stati:
- "Ecco, è successo di nuovo!" Sì, basta dare un'occhiata qui per rendersi conto di quanto questo non sia il risultato della follia di uno.
- "Colpa dell'eccessiva facilità di appropriarsi di armi da fuoco."
- "I precedenti casi fanno diventare gli assassini dei mitomani... una specie di mania di protagonismo contagiosa"

Ma fatti del genere dovrebbero andare più nel profondo, scavare... Il punto non è la pistola. Il punto non è la mania di protagonismo. Non sono queste le cause. Non sono qui per individuare le cause, fare un processo alla società americana; anche perché il mio non essere americana, non mi permetterebbe di farlo con obiettività e lucidità.
Mi permette, però, di fermarmi a pensare a noi, a me... il fatto che accada al di là dell'oceano, non è un motivo per non pensare, per non indagare, per non analizzare!

Allora penso che tutto questo possa servire per farsi un'idea. Approfondire. Cercare di capire. Il vero punto è guardare: guardare con occhi spalancati ed attenti; guardare non per criticare l'America, ma per guardarsi! E queste assurde stragi devono servire per fermarsi, atterriti, davanti all'atrocità.
Credo che questi ci possano aiutare a focalizzare meglio, ad aprire gli occhi:
"Bowling a Columbine" un film di Micheal Moore.
"Elephant" un film di Gus Van Sant

Dopo aver visto, davvero, ciò che succede, dobbiamo guardare più lontano... ad un obiettivo.
E il vero obiettivo, secondo me, è quello di insegnare la vita! Se ogni paese ha i suoi problemi, le sue debolezze... quello che non cambia è l'obiettivo che abbiamo davanti: lo stesso in America, in Italia, in Tibet, in Kenya... e qui mi fermo, perché la lista diventerebbe terribilmente (nel vero senso della parola) lunga!

La libertà!
Insegnare la vita è insegnare la libertà!

Ma non un surrogato di libertà!

La vera libertà è dura e complicata. Faticosa da ottenere e tremendamente difficile da concedere. Ci vuole rispetto, coerenza e coraggio... infinito coraggio! Passione. Determinazione. Fiducia!
Abbiamo una bocca per parlare, sì! Ma spesso dimentichiamo che abbiamo addirittura due orecchie per ascoltare e due occhi per osservare. Una testa per ragionare. Un cuore per sentire.

"Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d'animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L'amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo"
(Martin Luther King)

Davanti a queste parole, anch'io mi fermo. E penso...
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo"... Gandhi ha ragione: in fondo dovrei cominciare anch'io, ad essere la libertà!

venerdì 4 aprile 2008

Let freedom ring... lasciate risuonare la libertà!

A 40 anni dall'assassinio di Martin Luther King, il suo sogno rappresenta il sogno di molti... il suo impegno, l'impegno di pochi!



Il discorso è lungo, ma merita di essere ascoltato: qui trovate il testo del discorso che il reverendo tenne il 28 agosto 1963, a Washington.

E' in inglese, lo so... ma si sa cosa penso io delle cose tradotte... si perdono sfumature troppo importanti!
In ogni caso, 1) son sicura che qualcosa nel web si possa trovare! 2) Qui trovate il pezzettino più famoso del suo discorso, sottotitolato in italiano... ma, attenzione! il fatto che sia il più conosciuto, non significa che sia il più significativo... C'è molto, molto di più!!

Non lasciatevi intrappolare dalla sua immagine, dalla sua eredità... lasciatevi catturare da lui: l'uomo! Scoprirete davvero cose straordinarie!

... and let freedom ring!

mercoledì 2 aprile 2008

Non uccidere

Pochi giorni fa, ho scambiato qualche idea con Paolo, nel suo blog, riguardo a Gandhi, all'importanza di una figura come la sua...
E qui, ora, ho l'occasione di dire qualcosa di più:

E' vero! Abbiamo tremendamente bisogno di qualcuno come lui, di qualcuno che rappresenti, in corpo, opere e spirito, la forza della fraternità, del rispetto degli ideali, dell'apertura agli altri.
Qualcuno tanto forte da essere forza per chi gli sta attorno.
Qualcuno tanto coerente da essere faro per chi sta camminando.

E dalle parole di Paolo, nasceva una domanda: dov'è Gandhi? Adesso, qui. Chi è Gandhi? Oggi, qui.

Ma forse non tutto nasce per caso... oggi è il 2 aprile, anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II. Un Papa a cui io ero (e rimango) profondamente affezionata.
Mi piacciono le persone carismatiche. Quelle che sanno quel che vogliono e non ne hanno paura. Quelle che credono in ciò che sono, tanto da non spaventarsi davanti a niente e nessuno. Quelle che non amano i formalismi e accettano di indossare cappelli messicani, bombette inglesi e corone di fiori hawaiane! Perché solo mettendosi nelle scarpe dei nostri fratelli, riusciamo veramente a conoscerli!
Quelle che sanno scusarsi, con il coraggio di farlo pubblicamente, e che sanno anche perdonare. Quelle che non hanno paura davanti a ciò che fa paura a tutti, anzi!

Ce ne sarebbero tante cose da dire, su di Lui.. ma ho scelto di condividere con voi un filmato. Uno solo:



Questa presa di posizione non la dimenticherò!
E credo che oggi forse, Giovanni Paolo II avrebbe detto qualcosa... almeno davanti al Tibet!

Non basta condannare l'ingiustizia. Non basta accusare.
Bisogna avere il coraggio di prendere posizioni nette, di schierarsi e giocarsi! Bisogna fare il passo oltre il confine... perché, con un piede di qua e uno di là, è troppo comodo!
Ci sono situazioni davanti alle quali non si può socchiudere gli occhi!

Ci sono persone che stanno aspettando solo questo!
E chi può farlo, DEVE difenderle!

Dio ha detto una volta: Non uccidere! Non può uomo, qualsiasi ... non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio!

Qualcuno c'è, sì.. ma manca, manca decisamente qualcuno come quel piccolo-grande indiano!

mercoledì 13 febbraio 2008

Consigli per cambiare vita


Ohhhhh… finalmente libera!! Che ben!!

Allora, l’altra sera, girovagando nel web, mi è capitato tra i tasti un link di un sito dal nome interessante: http://www.voglioviverecosi.com/. Ovviamente non ho resistito e sono andata a vedere di cosa si trattava… nemmeno il tempo di farmi un’idea generale degli argomenti trattati, che l’occhio mi è caduto sul titolo “Consigli per cambiare vita”.

STOP. Come nei miei post sui film, voglio mettere una premessa importante:
Consigliato a chi… ama viaggiare. Ed ama farlo con il cuore, con la mente, con le scarpe e con lo zaino!
Consigliato a chi… vorrebbe partiiiiiire!!!… ma non ha ancora capito se lo fa per scappare o per un istinto vero che sfrizzica nello stomaco.
Consigliato a chi… adora sentirsi in bilico tra il bisogno di scappare e la voglia di restare… o tra la voglia di partire ed il bisogno di restare!!! ;)

Ecco, a tutte queste persone, dico che è arrivato il momento di leggere l’articolo! Agli altri, invece… grazie di tutto e ci vediamo alla prossima! ;)



Allora, intanto vi ri-consiglio di leggerlo tutto, l’articolo… io me lo son proprio goduto! Comunque, per chi volesse intanto un assaggio, ve lo propongo in una PERSONALISSIMA scelta dei passaggi più importanti:

E’ possibile trasformare la nostra vita?
Dopo aver relegato i nostri sogni e desideri all’ultimo posto di una vita insoddisfacente e fatta di routine, è ancora possibile cercare di vivere bene, soddisfatti e felici?

- Il momento di dire basta. Era arrivato il momento di dire “Basta!”, di decidere di iniziare da zero una vita nuova. […] Prima di tutti però è necessario e fondamentale conoscersi molto bene.

- Il cambiamento non è facile. Sebbene il più delle volte non sia necessario un cambiamento radicale, ma sia sufficiente introdurre piccole accortezze. […] Il cambiamento radicale è un passo difficile da compiere a qualsiasi età […] L’inerzia, gli obblighi familiari, l’illusione della sicurezza e la precarietà di un posto di lavoro, sono ostacoli posti lungo il cammino verso il cambiamento, per non parlare della paura e dell’ansia che implica una decisione così radicale.

- Analizzare il cambiamento. Prima di tutto si devono analizzare, riconoscere e ricondurre alle cause. […] Cambiare la forma senza cambiare la sostanza conduce solo e sempre alle stesse conclusioni. […] Si può cadere nell’errore di idealizzare il proprio futuro, immaginando un paradiso fantastico e perdendo di vista la realtà […] Si crea l’idea di scomparire, di lasciare tutto per ricominciare tutto daccapo. […] E’ una fuga. E quando si fugge da un conflitto, questo si ripresenterà di nuovo: è sempre meglio riconoscerlo, affrontarlo e poi decidere se cambiare vita radicalmente è ancora ciò che si desidera.

- Un viaggio interiore. Un altro errore comune è quello di cercare di cambiare tutto facendo in modo che nulla cambi. […] Il passo da cui partire consiste in un viaggio interiore, scoprirsi, re-incontrare la propria identità. […] Per questo conviene progettare una meta precisa, realizzare un piano per ottenerla, essere realisti, creativi e flessibili, senza improvvisare. Non bisogna nemmeno auto ingannarsi e accontentarsi di spostare il proprio malessere da un punto geografico all’altro.

- Iniziare il processo di cambiamento. 6 punti per darsi una seconda possibilità:

1. Distinguere tra un malessere esistenziale ed un’inquietudine momentanea à Varrebbe la pena analizzare la propria esistenza e ripianificare ciò che ci scontenta […] riflettere, spazzare l’inerzia ed attuare con decisione i giusti cambiamenti.

2. Ci si deve concedere tempo per conoscersi bene e capire ciò che si vuole realmente.

3. Si devono analizzare a fondo le proprie risorse (economiche, di adattabilità, di creatività) per essere sicuri di poter affrontare qualunque difficoltà

4. Si devono affrontare i propri limiti per non ricadere negli errori già commessi

5. Parlare il più possibile con amici e familiari aiuta molto. Questo continuo parlarne farà sì che il progetto di cambiamento acquisti sempre più forza e realtà e ci permette di evidenziare eventuali errori, considerazioni o possibilità non ancora affrontate. Il fatto che molti cerchino di dissuadere chi vuole lasciare, creerà la necessità di avere un progetto solido ed argomentazioni valide.

6. Lasciatevi la possibilità di tornare!



Lascio un attimo per digerire… :) … perché quando l’ho letto io, la prima volta… beh, mi si è stretto un bel nodo infondo allo stomaco e mi son saliti su tutti quei pensieri, che faccio da una vita: … mi son vista nel mio B&B nel mezzo di distese verdi… qualche casetta qua e là… uno strapiombo sull’oceano davanti ai miei occhi… tranquilla… con i miei bimbi, mio marito… felice!!

E’ un sogno talmente banale e scontato… Per un sacco di tempo, rispondendo alla domanda su quale fosse il mio più grande sogno, alle parole “Un B&B in Irlanda”, nella testa c’era proprio quell’immagine!

E adesso mi si son svegliati un po’ di pensieri… ho provato a guardare meglio e… forse non è questo il sogno della mia vita! Dai, non potrei rimanere un’intera vita lì, nel mezzo del nulla! Forse dopo due mesi, sapendo quanto sono incostante, mi romperei e sognerei di cambiare tutto e fare l’hostess: girare il mondo, con una valigia fatta di due maglie ed un paio di scarpe… un giorno in Tailandia, uno in Sudafrica, uno in India…
Ma daiiiiiiiiii!!!
Primo: ma quale vuoi che sia l’hostess che vive così?!? Figurati! Scendono dall’aereo tailandese e vedono… l’aeroporto tailandese!!! Wow!! Che culo!!!!
Secondo: Ma quanto mai potrei durare così?! E la famiglia? La mia vita? Sospesa ad un aereo…?!? no, non mi ci vedrei proprio!

Quindi…

Quindi diventa difficile!

Perché quando si sogna, è bello lasciar correre i pensieri! Perché mai dovremmo limitarli?! E’ bello che le immagini scorrano davanti, come in un film! E, come in un film, è bello che ci si immagini la storia, le vicissitudini… e perché no, pure la fine! E chissenefrega se questa sarà o meno la realtà!!!

Però, così… ritorniamo alla mia Bucket’s List! Uff, sempre lì si torna! :)
Mi spiego meglio: è importante che ognuno sia consapevole di quali siano i sogni, i film… perché alla fine son più belli così… impossibili… come sono! Che poi magari ci cadi, nel film intendo, e molli tutto! Molli tutto e parti: vai lontano, in mezzo al verde delle colline, ad un passo dall’oceano e… il sogno s’infrange.

Peccato! Abbiamo buttato l’occasione di una vita! E adesso?! Che immagine ci sarà ad accompagnare le nostre parole riguardo ai nostri sogni?!


Credo che tutto quello che scrive questa dottoressa Pascual sia tremendamente vero! Tutto! Proprio Tutto!!!
Ma tra tutte c’è una regola più importante: compilare quella Bucket’s List, sapendo mescolare il sogno alla realtà, gli ideali agli obiettivi…

Lasciamo lì i nostri sogni irraggiungibili! Lasciamo che ci facciano volare alti con la fantasia e lasciamo che poi, atterrando un po’, ci strappino un sorriso! Senza avere già la sensazione di aver appena rinunciato ad un sogno, ma semplicemente la consapevolezza di amare talmente tanto quel sogno, da lasciarlo libero di occuparci la mente e il cuore!

Lasciamoci cullare dai sogni e corriamo verso le nostre aspirazioni! Basta solo capire quali sono i sogni e quali le aspirazioni… quelli veri, ovvio!! ;)

giovedì 6 dicembre 2007

"Nella valle di Elah"

Parliamo di cinema…

Dopo tanto tempo, finalmente torno al cinema! L'ultimo? Ratatouille. Per carità, pure quello è bello però rimane pur sempre un cartone! (Anche se, lo ammetto, qualche tratto l'ho perso perché mi sono addormentata!!;p ... quindi... ho già detto tutto!!)
Anyway... c’era la voglia di qualcosa di più e ci siamo affidati a questo titolo misterioso… “Nella valle di Elah”… Elah… mah… Che poi, misterioso probabilmente solo per noi, perché in realtà abbiamo scoperto essere vicenda molto nota della Bibbia!! ;p Comunque… il titolo ci prendeva, la trama pure e… ci siamo buttati!

Il film ci ha catturati da subito! L’intreccio è intrigante e allo stesso tempo sconvolgente: ti fa arrabbiare, ti fa piangere (io, ovviamente!! ;) ), ti fa schifare di fronte a cose che non crederesti mai, ancora, possibili. Ma vorrei uscire dalle recensioni più o meno classiche e tirar fuori un po’ quello che ha lasciato a me…

Ci sono molte storie adesso, di guerra, dell’Iraq, di soldati… diciamo che è un’onda da cavalcare, un sentimento comune, un disgusto condiviso. Ma qui si fa un passo in più. Certo, la guerra c’è, eccome! Ma si va oltre tutti quei discorsi sentiti e risentiti, oltre le frasi fatte e le scene già viste… non si tira in mezzo il presidente, non si demonizza la guerra di per sé, non si fanno discorsi pacifisti ed utopici, ma si scava fino ad arrivare nelle più intime emozioni… i personaggi diventiamo noi: per la prima volta uno si sente quel sergente in pensione, che per tutta la vita ha creduto ad un ideale (giusto o sbagliato, ora, qui, non ci interessa!) ed ora si sente senza più certezze, senza più identità… denudato… Ci sentiamo per un attimo quel soldato, giovane e pauroso, che si fa scudo della forza, ma che si sente crollare dentro e che chiede aiuto. Attraverso le loro vite, viviamo anche noi… ci sentiamo colpevoli, stupidi, stanchi di queste brutalità… soli… perché nonostante siamo seduti su quella sedia, davanti ad uno schermo, ora ci sentiamo improvvisamente… indifesi! Inizi a farti delle domande, ti piacerebbe essere lontano da tutto questo, ma non è così: lì non si parla di una guerra lontana, non si parla di storie diverse… sentiamo che si parla anche di noi!


Per chi l’ha visto, voglio condividere qualche scena:

Charlize Theron che tiene tra le mani il corpo di quella ragazza… chi non si è sentito un po’ morire? quante volte l’orgoglio vince sul cuore? … “se avessi ascoltato ciò che pensavo veramente io… senza lasciarmi influenzare…” e poi sentirsi piccoli-piccoli… inutili… per non aver capito, anzi, per non aver ascoltato!

Il racconto di Tommy Lee Jones al bimbo… Davide e Golia… per me è stato un risveglio improvviso… Il destino a volte riserva sempre strane sorprese. Noi ne avevamo parlato da poco di quei 5 sassi ed ora, ritrovarli lì, riviverne il significato, è stato emozionante! Come quando riascolti una vecchia fiaba, una di quelle che ti teneva compagnia quand’eri piccolo piccolo e che ora, dopo così tanto tempo, ti risveglia ancora quelle stesse sensazioni… ti vedi dentro al lettino, senti sopra di te il profumo della coperta di lana e vedi, sotto la luce soffusa dell’abat-jour, la mamma seduta accanto… lei parla, racconta… fiabe, storie, domande… Quanto è vera quella storia?! Quante volte, piccoli Davide, non riusciamo a prendere in mano quei sassi ed abbattere Golia? Quante porte lasciate appena appena aperte, per paura di chiuderci dentro, per paura di rimanere soli, al buio, per non aver abbastanza coraggio per scegliere e cambiare.

La telefonata a casa… quando non ci capisci più niente, quando ti senti troppo piccolo in un mondo troppo grande da affrontare e così decidi di chiamare le persone che più ti vogliono bene, come quasi a discolparti… e invece di affrontare a testa alta, ti chiudi in quel finto coraggio per dimostrare agli altri (ma forse, più a te!) che in realtà non hai bisogno di nessuno… ce la puoi fare!

E poi, il finale… quella bandiera… quel gesto vale più di mille sceneggiature e di mille telegiornali… diamoci una mano e ascoltiamoci di più! Credo sia il più grande inno al pacifismo! Più di altre bandiere appese ai muri, più di tanti discorsi… “Aiuto”…

lunedì 12 novembre 2007

Sfumature di vita

Una scoperta meravigliosa, stasera...

condividere qualcosa di profondo, qualcosa che va oltre un blog, che va oltre le parole e le apparenze...

sentire di percorrere strade diverse, pur vivendole insieme...

...il mio inboccaallupo va a te, per il coraggio e per la passione!

Come sempre...

Maith thú!

mercoledì 7 novembre 2007

...diventare testimoni...



Sconvolgente ... Intimo ... Profondo ...

Non ci sono altre parole per descrivere esperienze di questo genere!

Da tempo cercavo qualcosa di diverso, ma non sapevo nemmeno io cosa...
Da tempo mi volevo diversa ma non sapevo come cambiarmi...
Da tempo mi cercavo in profondità, ma non riuscivo a trovarmi...

Questa esperienza mi ha regalato la magia della scoperta, mi ha fatto assapporare il gusto della sfida e soprattutto mi ha donato serenità!

Diventare testimoni... essere ciò che si è:
riconoscere ed accettare ciò che si è stati, saper cogliere ciò che siamo diventati e avere il coraggio di sognare quel che saremo!

Bless you!

martedì 2 ottobre 2007

E la strada si apre...

E così siamo arrivati alla fine... e dopo aver superato un traguardo, quella che la strada ci mette davanti, è una nuova partenza... d'altronde non si arriva se non per ripartire! ;)

E' arrivato il momento di chiudere uno zaino pieno zeppo di emozioni, avventure, esperienze vissute insieme e ripartire, pronti per assaporare ed accogliere tutto quello che la vita non aspetta altro che regalarci!

E' d'obbligo il mio grazie a chi ha condiviso questa lunga strada insieme a me... a chi ha camminato e portato lo zaino al mio fianco, ma anche a chi ha visto attraverso i miei occhi e ascoltato attraverso le mie orecchie... perché, anche se non c'era fisicamente, era lì, nel cuore!

E adesso eccomi qui, pronta a giocare il gioco! ... La giungla è grande e il cucciolo è piccolo...

Buona strada! A me... e a tutti quelli che stanno arrivando e a quelli che si preparano a ripartire!

Bless you!

venerdì 21 settembre 2007

Se non avessimo limiti... non potremmo superarli!

Beannacht Dé leat!

lunedì 9 luglio 2007

NOVECENTO - Alessandro Baricco

Preparando il campo per i ragazzi qualcosa mi è tornato alla mente...

"Non è quel che vidi che mi fermò/
E' quel che non vidi/
Puoi capirlo, fratello?, é quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne/
C'era tutto/
Ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo/

[...]

Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio."

Per chi l'ha letto, e per chi l'ha vissuto...

Bless you!
 

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