Discover Carmen Consoli!
- [sta sulla finestra, con la testa fa un movimento incerto, lento] : Ehi, Willy… ho trovato un biglietto sotto alla porta, oggi pomeriggio…
- [continua a spazzolare la giacca] :
- [voce più alta] : Ehi, Willy… credo di aver sbagliato…
- [continua a spazzolare la giacca] : Chiedi scusa
- [piega il foglio tra le mani] : Non mi chiedi perché?
- [continua a spazzolare la giacca] : Non è più importante
- [abbassa lo sguardo, si gira, guarda fuori dalla finestra] : …
la notte è tranquilla, la luna si nasconde… ma lascia intravedere il sorriso più bello che ha
- [piega la giacca e si siede sopra] :
Lui pensava, davvero, che gli uomini stanno sulla veranda della propria vita (esuli… da se stessi) e che questo è l’unico modo possibile, per loro, di difendere la propria vita dal mondo, giacché se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi) immediatamente quella casa regredirebbe a fragile rifugio nel mare del nulla, destinata ad essere spazzata via dall’ondata dell’Aperto, e il rifugio si tramuterebbe in trappola mortale, ragione per cui la gente si affretta a riuscire sulla veranda… riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l’invasione del mondo, salvando quanto meno l’idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di sapere, quella casa, inabitabile. … C’era qualcosa di infinitamente dignitoso in quell’indugiare eterno davanti alla soglia di casa, un passo prima di essere se stessi
[alza la testa] : Stai scrivendo, Ste?!
- [gira la testa, lascia solo i capelli alla luna] : Ehm… no, scusa, ho…
- [abbassa la voce] :
le notti in cui si alza il vento feroce della verità, la mattina dopo sei costretto a riparare la tettoia delle tue menzogne, con pazienza inossidabile…. Quelle sere in cui l’aria è fredda e il mondo sembra essersi assentato, d’improvviso ti senti comico, lì, sulla veranda, a fare la guardia contro nessun nemico, ed è una stanchezza che ti morde, e l’umiliazione di sentirti così inutilmente ridicolo, alla fine ti alzi e rientri in casa, dopo anni di menzogna nemmeno ti riuscirà di orientarti, là dentro, come se fosse la casa di un altro e invece era la tua, lo è ancora, apri la porta ed entri, curiosa felicità che non ricordavi, casa tua, dio che meraviglia…. Sarò in questa casa fino a quando sarò, MA[alza la voce]
MA se tu aspetti, e da fuori guardi quella casa, potrà passare un’ora o una giornata intera, MA alla fine tu vedrai la porta aprirsi, senza sapere né poter capire, mai cosa può essere successo là dentro, vedrai la porta aprirsi e lentamente quell’uomo, uscire, invisibilmente spinto fuori da qualcosa che non potrai mai sapere, MA certo deve avere a che fare con qualche vertiginosa paura, o incapacità, o condanna, tanto spietata da spingere quell’uomo fuori, sulla sua veranda, il fucile in mano. *[si alza in piedi e raccoglie la giacca] Chiudi la finestra!
[voce più alta] e scendi da lì.
C’è da spazzare, raccogliere l’immondizia e mettere un sacchetto nuovo
Discover Alex Britti!
[*da Alessandro Baricco, "City"]















