Facciamo un gioco: scegliete il vostro piccolo mondo e provate a vedere se fareste anche voi come fa questo omino qui
Purtroppo qualcun altro ha provato a giocare... con la terra... ed è già nella spazzatura!
Forse qualcosa andrebbe rivisto!!
nelle scarpe di un folletto
Cead Mile Failte!!
Adoro le cose piccole e quelle più piccole, che sfuggono sempre. E poi le coincidenze, lo zaino in spalla, sedermi per terra, attraversare la strada, mangiare i granelli delle caraemelle alla mora, guardare lui mentre dorme, immaginare una vita dietro ad uno sguardo, un flauto che suona, la carbonara, non ricordare cosa devo fare, gli orecchini spaiati, le scarpe consumate.
Un giorno finirò di studiare il gaelico, aprirò un B&B in Irlanda sospeso tra la terra e il mare. Farò il giro del mondo, come mi va.
Nel frattempo racconto a modo mio gli attimi: quelli che ti sfiorano, ti guardano e ti restano intrappolati tra mani e piedi. E le storie che mi son passate accanto e mi hanno solleticato gli occhi.
Senza troppi accorgimenti.. qua e là.. così… come viene!
Go n-éirì an bothar leat!
Io sono un clown e faccio collezione di attimi. (H. Boll)
Raccontami una storia, Pew
Che storia, piccola?
Una a lieto fine
Non ne troverai una in tutto il mondo
Nessun lieto fine, dunque?
Nessuna fine
Mi sa che son troppo grande per riuscire a vedere il mondo, da grande. Solo quello. Veramente, solo quello mi fa incazzare
Clara trascorse l’infanzia ed entrò nella giovinezza fra le pareti della sua casa, in un mondo di storie stupefacenti, di silenzi tranquilli, in cui il tempo non era scandito da orologi e da calendari e dove gli oggetti avevano una vita propria, le apparizioni si sedevano a tavola e parlavano con gli uomini, il passato e il futuro facevano parte della stessa cosa e la realtà del presente era un caleidoscopio di specchi disordinati in cui tutto poteva succedere.
L'ELEMENTO: ACQUA
Un po' di contraddizione: tu potresti sembrare sia un tipo a cuor leggero che serio. Questo perché sei bravo a fluire come la corrente, ma sei anche molto profondo. Molto intuitivo, entri facilmente in sintonia con le emozioni e gli stati d'animo delle persone: riesci a bussare nelle relazioni emozionali profonde e a metterti in contatto con gli altri. Preferisci una vita tranquilla ed armoniosa, ma sai farti strada tra le onde. Hai un'abilità nell'aiutare le persone a cavarsela e a rendere la vita un po' più serena.
IL FIORE: IRIS
Sei una persona unica che cerca la novità nella vita. Un cercatore d'ispirazione: devi spesso cambiare scenario per ricaricarti. Non vai molto d'accordo con strutture e regole: hai bisogno di farti tu la strada. Le tue relazioni ideali sono libere e fluenti. Nessuno riesce a vincolarti. Sei incredibilmente speranzoso e coraggioso. Anche nel momento in cui vieni sfidato dalla vita, credi che tutto si risolverà. I tuoi sentimenti corrono profondi e sei una persona molto riconoscente.
TONALITA' DI VERDE: VERDE ALZAVOLA
Sei un tipo originale, difficile trovare qualcuno che ti somigli: espressivo e creativo, hai un talento per rendere possibile l'impossibile. Nonostante tu sia un po' insolito, non spaventi le persone con i tuoi guizzi. La tua cordialità contrasta bene le strane abitudini che probabilmente hai.
CITTA': DUBLINO
Amichevole e semplice, ami assaporarti l'Europa senza snobismo né presunzione: sei la persona perfetta che impazzisce in mezzo alla folle del pub... o che si gode una biciclettata attraverso la parte vecchia della città
COSA DICONO I TUOI CALZINI DI TE?
Sempre spiritoso, spontaneamente disinvolto, coraggioso e un po' strano
FIGURA MITOLOGICA: CHIMERA
Devota agli amici e alla famiglia, espressiva e tendi a sommergere gli altri dalla tua forte emotività
FRUTTA SECCA: ANACARDIO
MORRA: CARTA
Mente costantemente attiva, ti adatti alle situazioni e riesci sempre a venirne fuori.
IL TUO BLOG
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La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.
Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.
Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere
(da “Amor America” di M.Torres)
Parliamo di cinema…
Dopo tanto tempo, finalmente torno al cinema! L'ultimo? Ratatouille. Per carità, pure quello è bello però rimane pur sempre un cartone! (Anche se, lo ammetto, qualche tratto l'ho perso perché mi sono addormentata!!;p ... quindi... ho già detto tutto!!)
Anyway... c’era la voglia di qualcosa di più e ci siamo affidati a questo titolo misterioso… “Nella valle di Elah”… Elah… mah… Che poi, misterioso probabilmente solo per noi, perché in realtà abbiamo scoperto essere vicenda molto nota della Bibbia!! ;p Comunque… il titolo ci prendeva, la trama pure e… ci siamo buttati!
Il film ci ha catturati da subito! L’intreccio è intrigante e allo stesso tempo sconvolgente: ti fa arrabbiare, ti fa piangere (io, ovviamente!! ;) ), ti fa schifare di fronte a cose che non crederesti mai, ancora, possibili. Ma vorrei uscire dalle recensioni più o meno classiche e tirar fuori un po’ quello che ha lasciato a me…
Ci sono molte storie adesso, di guerra, dell’Iraq, di soldati… diciamo che è un’onda da cavalcare, un sentimento comune, un disgusto condiviso. Ma qui si fa un passo in più. Certo, la guerra c’è, eccome! Ma si va oltre tutti quei discorsi sentiti e risentiti, oltre le frasi fatte e le scene già viste… non si tira in mezzo il presidente, non si demonizza la guerra di per sé, non si fanno discorsi pacifisti ed utopici, ma si scava fino ad arrivare nelle più intime emozioni… i personaggi diventiamo noi: per la prima volta uno si sente quel sergente in pensione, che per tutta la vita ha creduto ad un ideale (giusto o sbagliato, ora, qui, non ci interessa!) ed ora si sente senza più certezze, senza più identità… denudato… Ci sentiamo per un attimo quel soldato, giovane e pauroso, che si fa scudo della forza, ma che si sente crollare dentro e che chiede aiuto. Attraverso le loro vite, viviamo anche noi… ci sentiamo colpevoli, stupidi, stanchi di queste brutalità… soli… perché nonostante siamo seduti su quella sedia, davanti ad uno schermo, ora ci sentiamo improvvisamente… indifesi! Inizi a farti delle domande, ti piacerebbe essere lontano da tutto questo, ma non è così: lì non si parla di una guerra lontana, non si parla di storie diverse… sentiamo che si parla anche di noi!
Per chi l’ha visto, voglio condividere qualche scena:
Charlize Theron che tiene tra le mani il corpo di quella ragazza… chi non si è sentito un po’ morire? quante volte l’orgoglio vince sul cuore? … “se avessi ascoltato ciò che pensavo veramente io… senza lasciarmi influenzare…” e poi sentirsi piccoli-piccoli… inutili… per non aver capito, anzi, per non aver ascoltato!
Il racconto di Tommy Lee Jones al bimbo… Davide e Golia… per me è stato un risveglio improvviso… Il destino a volte riserva sempre strane sorprese. Noi ne avevamo parlato da poco di quei 5 sassi ed ora, ritrovarli lì, riviverne il significato, è stato emozionante! Come quando riascolti una vecchia fiaba, una di quelle che ti teneva compagnia quand’eri piccolo piccolo e che ora, dopo così tanto tempo, ti risveglia ancora quelle stesse sensazioni… ti vedi dentro al lettino, senti sopra di te il profumo della coperta di lana e vedi, sotto la luce soffusa dell’abat-jour, la mamma seduta accanto… lei parla, racconta… fiabe, storie, domande… Quanto è vera quella storia?! Quante volte, piccoli Davide, non riusciamo a prendere in mano quei sassi ed abbattere Golia? Quante porte lasciate appena appena aperte, per paura di chiuderci dentro, per paura di rimanere soli, al buio, per non aver abbastanza coraggio per scegliere e cambiare.
E poi, il finale… quella bandiera… quel gesto vale più di mille sceneggiature e di mille telegiornali… diamoci una mano e ascoltiamoci di più! Credo sia il più grande inno al pacifismo! Più di altre bandiere appese ai muri, più di tanti discorsi… “Aiuto”…
Raccontami una storia, Silver
Che storia?
La storia di quello che accadde poi.
Dipende
Da cosa?
Da come la racconto
Io sono un po' zibetto, un po' animale domestico.
Come posso conciliare la natura selvaggia e quella domestica? Il cuore selvaggio che anela alla libertà e il cuore domestico che vuole tornare a casa. Non voglio che tu ti avvicini troppo. Voglio che tu mi prenda in braccio e mi riporti a casa. Non voglio farti sapere dove sono. Voglio un rifugio tra le rocce dove nessuno possa trovarmi. Voglio stare con te.
Un tempo ero un'inguaribile romantica. Lo sono tuttora. Un tempo credevo che l'amore fosse il valore più grande. Lo credo tuttora. Non mi aspetto di essere felice. Non credo che troverò l'amore, qualunque cosa voglia dire, o che, se lo troverò, mi renderà felice. Non penso che l'amore sia una risposta o una soluzione. Penso che l'amore sia una forza della natura, possente come il sole, necessaria, impersonale, immensa, impossibile, una forza che brucia e scalda, che inaridisce e che dà la vita. Quando si spegne, il pianeta muore
* Amor America (M.Torres)
* Aspettando Godot (S.Beckett)
* Castelli di rabbia (A.Baricco)
* Ceneri (S.Beckett)
* City (A.Baricco)
* Gente di Dublino (J.Joyce)
* Il custode del faro (J.Winterson)
* La casa degli spiriti (I.Allende)
* La lettera d'amore (C.Shine)
* Le ceneri di Angela (F.McCourt)
* Le onde (W.Woolf)
* Le parole del mare (a cura di V.Serra)
* Mrs Dalloway (V.Woolf)
* Noi, ragazzi dello Zoo di Berlino (C. F.)
* Novecento (A.Baricco)
* Oceano Mare (A.Baricco)
* Un giorno della mia vita (B.Sands)
* Una stanza tutta per sè (V.Woolf)
* Va' dove ti porta il cuore (S.Tamaro)
Lui era soltanto Pew, un vecchio con una borsa di storie sotto il braccio e un modo tutto suo di cucinare le salsicce che ne rendeva la pelle dura come il bossolo di un proiettile, ma, al tempo stesso, era il ponte luminoso che attraversavi e, quando ti voltavi a guardarlo, non lo vedevi più.
Esisteva e non esisteva: ecco com'era Pew.
C'erano giorni in cui sembrava essersi volatilizzato nella spuma che lambiva la base del faro, e giorni in cui Pew era il faro. Il faro, che aveva preso le sue sembianze, che era immobile come lui, incappucciato di nuvole, cieco, ma capace di dispensare la luce per illuminare l'altrui cammino.
Raccontami una storia, Pew
Che storia, piccola?
Una che ricominci sempre da capo.
Quella è la storia della vita.
Vuoi dire che è anche la storia della mia vita?
Solo se tu la racconti
Attraverso monti e valli, con le bellezze del paesaggio che mutano ad ogni passo, ti senti un uomo libero. Non c'è piacere che si avvicini a quello di prepararsi il proprio pasto alla fine del giorno su un piccolo fuoco di braci ardenti; nessun profumo vale l’odore di quel fuoco….
Guardate lontano,e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano!
Quando la strada non c'è, inventala!
Procurate di lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato
Gioca, non stare a guardare
Guida da te la tua canoa