La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

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mercoledì 19 novembre 2008

Nelle scarpe di Ghillie Dhu

Tutto è iniziato con una deviazione, una strada imprevista. Chissà perché...
Tutto è continuato con un incontro, una risata.. una nostalgia, un cambio di programma.
Mi sono seduta e ho guardato quel folletto rosso col cappello verde e le scarpe a punta, giocare con ramoscelli, bottiglie colorate e palline di carta.. si è infilato nella mia fantasia e nei miei ricordi, ha sbirciato nei miei sogni e mi ha fatto commuovere.
Poi tutte le parole sono affogate in un caffé.. solo per un'ora.. ma non sapevo che così tante cose si potessero infilare una ad una dentro i minuti.. sembra sempre che scorrano via veloci, a volte sembrano vuoti, ti sembra di perderli, di non metterci dentro abbastanza.
Ieri no. Dentro ad ognuno di loro si sono infilate talmente tante cose che ora non saprei nemmeno più ricordale tutte.

E' un gioco: mi ha raccontato una storia e io dovevo inventare il finale e dare un volto al protagonista, scegliergli i vestiti e il colore del cappello.
Sono uscita da quella storia con una carta in mano ed un nuovo nome: la stessa identità ed un vestito nuovo.


(foto: Irlanda, Bray - Il sentiero dei folletti, settembre 2005)

La cultura celtica è popolata di strani personaggi: streghe, fate, spiriti e folletti. Si dice che siano loro a camminare per le strade della nostra fantasia.
La mia ho scoperto essere composta soprattutto da folletti, i Leprecauni.
Chi sono?
Sono piccoli spiriti, spiritelli d'acqua. Sono fatti per metà da corpo e per metà da spirito; amano fare scherzi e burla, sono ingegnosi e a volte perfino cattivi. Sono servizievoli con chi si mostra grato per il loro magico lavoro e diventano malvagi con gli avari e i ladri.
Sono timidi e si nascondono, solitamente sono schivi ed amano la solitudine, ma si racconta che amino molto anche la compagnia degli altri folletti e delle fate, alle quali costruiscono le scarpe.
Un attimo ci sono e un attimo dopo se ne son scappati via: l'unico modo per trattenerli è guardarli fissi negli occhi.

Ogni città fantastica possiede "un viaggiatore", è il nostro specchio nella fantasia di come camminiamo per le strade del mondo, di ciò che siamo insomma.
Nella mia città fantastica, il mio "viaggiatore" tra i folletti ho scoperto essere Ghillie Dhu, il guardiano degli alberi, un folletto che ora appartiene soprattutto alla cultura scozzese.

E' un folletto fatto di muschio e foglie secche che appartiene al popolo delle fate; vive nei boschi, nascosto tra gli alberi, dei quali custodisce ogni segreto.
E' curioso e simpatico ma diventa malinconico guardando la luna. Ama trasformarsi d'aspetto, ma non dimentica mai di chi si è dimostrato curioso e servizievole. E’ selvaggio e timido, ama la solitudine ma non disdegna la compagnia di quelli che sanno ascoltare la voce degli alberi.
Si fida solo del suo istinto: solitamente si mimetizza tra le fronde per osservare i viandanti passare e per burlarsi di quelli che sono in difficoltà nelle tenebre della notte. Si intristisce quando percepisce il dolore; scappa quando sente la rabbia; si avvicina quando sente la bontà e diventa malvagio quando percepisce l'arroganza.
E' uno dei folletti più contraddittori: ama burlarsi dei viaggiatori che hanno perso la strada di casa, ma è molto gentile con i bambini. E’ infatti lo loro spirito protettore dei loro sogni, quando si inoltrano nelle tenebre della foresta. Dicono che i bambini gli vogliano bene soprattutto perché, attraverso tutte le sue trasformazioni, lui li accompagna lungo i sentieri bui raccontando fiabe e simpatici indovinelli.. in questo modo dimenticano la paura e sognano col sorriso.
Viaggia con le scarpe rotte e nel cappello nasconde la foglia magica per curare le radici ferite degli alberi. Cambia spesso d’umore e si trasforma continuamente; scappa quando viene avvicinato ma si incuriosisce quando viene cercato.

Mi piace!
Ghillie Dhu... ahahhhh


E per chi non ci dovesse credere... grazie alle foto di Janas, ora ne ho le prove!!
Dite la verità: non lo vedete quel Ghillie Dhu nell'albero?!


E' lui!!!
Troppo bello!!

Non siamo in Irlanda, ma in terra Sarda... a Ortachis! Perché proprio in Sardegna?!?! Date un occhio qui!
Grazie Ja'!

giovedì 24 aprile 2008

"A terrible beauty is born"

Un troppo lungo sacrificio
Può fare pietra del cuore.
Oh, quando basterà?
Questo compete al Cielo, a noi compete
Di mormorare nome su nome,
Come una madre nomina il figliuolo
Quando il sonno è infine disceso
Su membra pur ora irrequiete.
E' altra cosa dal calare della notte?
No, no, non notte ma morte;
E fu inutile morte, alla fine?
Perché, per quanto si faccia e si dica,
L'Inghilterra può tener fede alle promesse.
Noi conosciamo il loro sogno; basta
Sapere che sognarono e son morti;
E che importa se eccesso d'amore
Li sconvolse fin che morirono?
Lo scrivo in rima:
MacDonagh e MacBride
E Connolly e Pearse
Ora e nel tempo avvenire,
Ovunque s'indossi il verde,
Sono mutati, completamente mutati:
Una bellezza terribile è nata.
(traduzione da "Easter, 1916" di William Butler Yeats)


Un frammento per non dimenticare che il 24 aprile del 1916, ha inizio la Rivolta di Pasqua (Easter Rising) degli irlandesi contro l'occupazione inglese.
Per farsi qualche idea di quanto successe, guardatevi:
Michael Collins
questo video (ma ce ne sono molti altri) oppure questo
questa pagina che raccoglie le informazioni principali di quanto successe

Non potevo non concludere con il video "Zombie" dei Cranberries... le immagini... le parole... per non dimenticare!!




Another head hangs lowly, child is slowly taken
Un’ altra testa si abbassa con sottomissione, un bambino viene preso lentamente
And the violence caused such silence
E la violenza causa un tale silenzio
Who are we mistaken
Chi stiamo fraintendendo?

But you see it's not me, it's not my family
Ma, lo vedi, non sono io, non è la mia famiglia
In your head, in your head, they are fighting
nella tua testa, stanno combattendo
With their tanks, and their bombs
con i loro carri armati e le loro bombe
And their bombs, and their guns
e le loro bombe e le loro pistole
In your head, in your head they are cryin'
nella tua testa, stanno piangendo
In your head, in your head, Zombie, Zombie
nella tua testa, zombie
In your head, what's in your head Zombie

Another mother's breaking heart is taking over
Il cuore spezzato di un'altra madre sta perdendo il controllo
When the violence causes silence
quando la violenza causa il silenzio
We must be mistaken
Stiamo per forza fraintendendo
It's the same old theme since 1916
è lo stesso, vecchio motivo dal 1916
In your head, in your head they're still fightin'
nella tua testa, stanno combattendo
With their tanks, and their bombs
con i loro carri armati e le loro bombe
And their bombs, and their guns
e le loro bombe e le loro pistole
In your head, in your head they are dyin'
nella tua testa, loro stanno morendo

In your head, in your head, Zombie, Zombie
In your head, what's in your head Zombie
nella tua testa, cosa c'è nella tua testa, sciocco?

lunedì 17 marzo 2008

Beannachtaí na Féile Pádraig!

Festa nazionale in Irlanda... e quindi... :) festa anche per chi, irlandese, lo è nel cuore!! ;)

Quindi, per chi fosse interessato, ecco qualche dritta:
- Il video sulla storia di San Patrick... in chiave simpatica, ovvio!!... simpatico ma... in inglese!! :D
- Qualche notizia (in italiano) su San Patrick e la sua festa
- La pubblicità della grande festa: immagini della parata e foto di paesaggi

In questa giornata speciale (per me, almeno!!), voglio dedicare a tutti una tipica benedizione irlandese: che il favore di San Patrick possa accompagnare allo stesso modo tutti! Irlandesi e non... Irlandani e non! ;)



Dia duit! and Maith thú!

lunedì 11 febbraio 2008

..dreaming of Ireland..

Sarà lo studio... o sarà che è un richiamo troppo forte...

Oggi ho voglia di sognare!!

sabato 9 febbraio 2008

In un momento "qualsiasi"

Vi è mai capitato di… ricordare? Ma non ricordare, così, date, avvenimenti, incontri… parlo di lasciarsi sorprendere da un qualche ricordo.

Tipo, quando si è a cena, magari in una di quelle della domenica sera, con gli amici… si chiacchiera, ci si racconta… dell’università, del lavoro, delle novità, dei progetti… e poi… beh, ad un certo punto, verso fine serata di solito, s’inizia a risvegliare i ricordi, con il tipico: “Ti ricordi quella volta…”. Gli episodi si accavallano, uno dopo l’altro… nemmeno il tempo di finirne uno, che già te ne viene in mente un altro! E dopo i primi (che di solito servono solo a riscaldare la mente), si passa ai più lontani, quelli che se ne stanno belli tranquilli, nascosti nei cassettini remoti della memoria… quelli che, a risentirli, tu che per un sacco di tempo non li avevi più levati da lì dentro, provi quella dolcezza mista a nostalgia, che ti fa sorridere… sono bei ricordi alla fine, eh! E’ solo che era così tanto tempo che non ci pensavi più che adesso, proprio in quel momento qualsiasi, se ne escono e ti regalano un’emozione speciale! e ti senti cullato da una specie di… magia!


Io voglio condividere tre piccolissime emozioni…

La prima è una canzone… perché almeno, chi ha voglia di leggere il resto, può essere accompagnato da questa dolce poesia… so che per alcuni non sarà altro che una semplice canzone; per me invece… non ci sono parole! E’ un pezzo fisso del mio mp3, una di quelle che, cascasse il mondo, questa non si tocca! Queste note mi risvegliano ogni volta ricordi diversi… persone, luoghi, momenti… di tutti i generi.
Ma l’altro giorno… mercoledì mi ha regalato qualcosa in più… mi sono proprio emozionata! E la cosa più bella è che… non c’era un motivo preciso, nessun ricordo preciso, nessun… niente!! Solo quel sorriso, che ti esce spontaneo e quella dolcezza che ti pervade… la senti da dentro, dallo stomaco fino alle orecchie!

Eccola: “Ode to my family”, dei Cranberries


La seconda, una caramella! Sembra assurdo, lo immagino… ma non è così! Succede quando, in un momento completamente qualunque della vita, ti capita tra le mani una caramella: non è una caramella qualsiasi, ma tu questo ancora non lo sai… lo scopri quando la metti in bocca perché, improvvisamente, per un solo secondo, rivedi qualcosa…
In un secondo ti vedi a 9 anni, a scorrazzare in bicicletta per una via ancora semi-deserta, tranquilla, nel mezzo del pomeriggio… con Alfredo, alla soglia degli 80 anni, che ti guarda dal cancello… ti tiene compagnia con i suoi sorrisi, le barzellette e qualche saggio avvertimento: “Non andare dalla parte della strada! Di questi tempi non ci si può proprio fidare!” (“Figuriamoci adesso!” – s’intromette il pensiero tra i ricordi)… E poi ti allunga la mano e ti passa una caramella. Ma mica una qualsiasi, eh! Ti passa quella che preferisci: bella grossa, dura… uno zuccherino, come la chiamava lui! Una cosa che è la fine del mondo, decisamente il regalo più bello della giornata!

Tutto questo dura un secondo: risenti il silenzio della strada, vuota, rivedi la sua faccia, la sua cucina… rivivi in un attimo il profumo di quel ricordo… che in un secondo sfuma, sì… però… quello che ti lascia dentro è un’emozione indescrivibile! Quanti anni dall’ultima volta che ne avevi toccata una…


La terza è un profumo… Il più ovvio forse, uno dei più banali mezzi per far viaggiare la mente. Eppure, uno dei più efficaci!

Proprio ieri, all’uscita dall’asilo, andavo verso la macchina, con duemila pensieri che già mi affollavano la testa… una giornata splendida, gli occhiali da sole dimenticati… poi l’esame della Chiaretta, e di conseguenza, poi, il mio… l’attività di domenica da preparare, sistemare il tirocinio per l’unive, sentire la Vero… e… STOP! Un profumo di mare: in un istante mi son rivista a Waterville (dove?!... in Irlanda, ovvio!! ;p ) In realtà è un posto che non ho apprezzato poi così tanto… quella volta ci eravamo fermati lì solo 15 minuti, per una sistemazione al pullman di linea. Non c’era praticamente nulla, che io ricordi, se non una statua in ferro di Charlie Chaplin e una vista sull’oceano… l’unico punto basso della costa… che poco a poco si alzava nelle uniche alte scogliere che abbiamo potuto vedere al sud. Il tempo non era granché bello (ma va?!?! Strano, direi!! ;) ), gente ce n’era poca in giro e noi abbiamo approfittato del tempo per avvicinarci un po’ alla spiaggia… l’odore mi è rimasto impresso, forse più di quanto potessi immaginare… odorava di umidità… acqua, erba bagnata, appena tagliata, mista ad alghe… un banale profumo di mare! Anche se, forse non così banale!

La mente è strana: mi è capitato di guardare e riguardare una cosa, magica, per assicurarmi di poterla ricordare per sempre. E’ come se ti obbligassi a ricordare, supplicassi la tua memoria di aprire qualche cassettino e chiuderci dentro quel momento perché… così magico! Poi passa il tempo e… che rabbia ripensarci e non sentire più, non vedere più, non ricordare esattamente quel particolare che tanto ti aveva colpito!
Forse non era così importante da ricordare… forse lei, la memoria intendo, ne aveva captati di più belli! Sapeva che qualcos’altro sarebbe stato più magico. E così, silenziosamente, aveva aperto quel cassettino, infilato quell’immagine con cura e poi l’aveva richiuso…

E un giorno, altrettanto silenziosamente, in un momento qualsiasi della vita, lei va a riaprire quel cassetto, ci toglie la polvere e te lo regala… Secondo me, lei, si diverte pure a fare questi scherzi… in un momento qualsiasi!

mercoledì 30 gennaio 2008

Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Il sole è nascosto, timido, dietro alle nuvole… sembra che il cielo, oggi, non abbia voglia di sorridere… sembra che il sole, oggi, non abbia abbastanza forza per scaldare… sarà perché oggi, come il 30 gennaio di tanti anni fa, qualche lacrima scendeva…

Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Oggi, nel 1595, si consumava, in scena, una tragedia d’amore, quando Shakespeare, per la prima volta rappresentò il suo “Romeo e Giulietta”... forse, quella che doveva essere solo una meravigliosa poesia, è riuscita a rappresentare l’odio della realtà…

Oggi, nella Germania del 1933, Adolf Hitler giurò nella posizione di cancelliere tedesco, ufficializzando, davanti al mondo intero, l’inizio di un indescrivibile orrore… forse adesso è troppo tardi per opporsi e chiedere scusa…

Oggi, nel 1948, Mahatma Gandhi venne assassinato da un estremista indù, nella stessa India in cui lui, con coraggio e devozione, aveva portato alto il nome della non-violenza, aveva unito nemici davanti al grande sogno dell’indipendenza. Ed infine era riuscito ad ottenere quel risultato per cui tanto aveva lottato: con i suoi occhi aveva potuto piangere, appena un anno prima, alla notizia dell’indipendenza indiana. Aveva regalato al mondo quel toccante messaggio di forza (“My Spiritual Message”), guadagnandosi la stima di tutti, credenti ed atei… ma forse non tutti avevano capito… forse non tutti avevano sentito foto Gandhi

Oggi, nel 1968, durante il capodanno vietnamita, i Viet Cong attaccarono a sorpresa gli Stati Uniti in quella che è comunemente ricordata come l’Offensiva del Têt. Da nessuna delle due parti si riuscì ad ottenere un vero risultato ai fini della guerra, solo un grande impatto sui media americani per l’inaspettata rappresaglia… forse le quasi 40.000 vittime totali non erano abbastanza per attirare l’attenzione sull’orrore della guerra…

Oggi, nel 1972, in Irlanda, le forze del Regno Unito, entrarono a Derry con l’intenzione di mettere la parola fine a quella guerra infinita tra cattolici e protestanti… forse nessuno aveva pensato che con le armi in pugno, 13 dimostranti cattolici avrebbero potuto morire (ecco quel che successe)… forse nessuno aveva pensato che con l’odio e la rabbia nel cuore, non sarebbe bastata un’incursione per mettere fine a quella cattiveria…foto Irlanda

Oggi, nel 2002, un bimbo di Cogne venne assassinato da qualcuno che per qualche motivo pensava che fosse meglio così. Dopo sei anni di spettacolo sulla vicenda, ognuno ha analizzato e giudicato, ognuno ha trovato il suo colpevole e i suoi motivi … forse il piccolo Samuele rimane l’unico che, quel motivo, non l’ha mai capito…


Curiosamente, ma forse non del tutto casualmente…

Oggi, nel 1882, a Hide Park, nacque Franklin Delano Roosevelt, unico presidente americano ad essere stato eletto per quattro volte consecutive, quello che rialzò la testa e l’orgoglio americani con riforme e progetti concreti. Lo stesso che, qualche anno prima di essere eletto, si era ammalato gravemente di poliomielite, aveva perso l’uso delle gambe e camminava con un busto d’acciaio… forse la forza d’animo riesce a tenere in piedi più di quella delle gambe…

Oggi, nel 1945, Adolf Hitler, lo stesso che 12 anni prima aveva annunciato al mondo la sua sanguinosa battaglia, tenne il suo ultimo discorso radiofonico al popolo tedesco… forse era l’alba chiara di una oscura notte

Oggi, in Irlanda e in India, molte persone staranno dedicando una preghiera a chi, qualche anno fa, ha perso la vita per un ideale. Lo stesso ideale che ora illumina di speranza chi vede più concreta la pace tra cattolici e protestanti e di chi vede aperta una strada, pur difficile, reale per l’’India… forse ricordare può aiutare più che commemorare

E io, oggi, voglio ricordare così:

venerdì 11 maggio 2007

IL MONDO CHE VERRA'

Ecco che me lo sento, è arrivato il momento di scrivere ancora!
Anzi, dopo quasi un mese dall'inaugurazione, ora è come se questo blog lo sentissi finalmente mio. Dopo una prima, impulsiva, scelta di aprirne uno, una sola domanda si ripeteva infinite volte nella testa: Cosa scrivo?

Ecco, ora ho deciso!
Sarà uno spazio aperto ai libri, alla musica e ai film.. ultime scoperte e nuove riscoperte; e poi notizie, racconti, viaggi, esperienze.. tutto quello che potrò far confluire in "Going around.. the world and the mind"

Il titolo di questo primo, effettivo, blog non è casuale: rappresenta una serie di coincidenze che in quest'ultima settimana, una dopo l'altra, mi hanno fatto pensare a "Il mondo che verrà"..


Il mondo che verrà - il libro
Questo è il titolo dell'ultimo libro che ho letto, 345 pagine in 2 giorni! No, non è che fosse quel mondiale capolavoro che si divora in 2 giorni perché non si riesce a fermarsi, perché pagina dopo pagina scendi nell'abisso della storia e non sei più capace di risalire.. non è proprio per questo.
Comunque, meglio iniziare dal principio..
Tutto nasce un giorno, il 2 aprile, quando, vagabondando per Treviso alla disperata ricerca di farmi sistemare il mio cellulare, sono finita di fronte ad una libreria; e come sempre accade in questi casi, presa dalla curiosità, decido di entrare per vedere che c'è di nuovo. Saltellando con gli occhi qui e lì, cogliendo qualche particolare di copertina, qualche parola del titolo, qualche nome d'autore, capita sempre che finisco di fronte ad uno, uno solo, che più degli altri mi cattura l'attenzione. Molto spesso non c'entrano disegni, o autori famosi, o titoli strani... di solito succede sempre che tra tutti, non sai perché, ma uno è lì che ti chiama.
Questo ha una copertina particolare, sì, lo ammetto. E anche il titolo non è male.. ma, dopo un primo sguardo ho deciso in ogni caso di non ascoltare quel primo istinto e ho continuato a vagabondare.. alla fine, dopo una mezz'oretta, sono tornata lì! Ho dato una sbirciata all'inizio, ho letto la biografia dell'autrice (Dara Horn, americana, contemporanea) ed ho deciso di prenderlo!
Nei 2 giorni successivi, all'università è successo di tutto: attese interminabili ai ricevimenti dei prof e ritardi indescrivibili dei treni hanno fatto sì che mi divorassi questo romanzo in stile yiddish.

La storia mi aveva intrigata fin dall'inizio, anche se in alcune parti l'ho trovato un po' pesante, un po' lento.. in ogni caso, nei pochi momenti in cui non ce l'avevo tra le mani mi chiedevo cosa sarebbe successo a Ben, chi fosse veramente questa Erica, che fine avrebbe fatto Chagall..
Arrivata all'ultima riga, l'ho chiuso e, tenendolo un po' tra le mani, continuavo a cercare di codificare le emozioni che si dibattevano dentro. Con mia grande sorpresa, non riuscivo a capire se mi era piaciuto tanto o se non l'avessi proprio digerito.. strano eh? Un libro o piace o non piace, le vie di mezzo non mi hanno mai entusiasmata troppo. Sono rimasta con questa strana sensazione per molti giorni, non riuscendo a decidere.. alle domande degli altri rispondevo vaga "Sì, beh, è bello.. anche se forse manca qualcosa, però è intrigante! .. Sì, forse a volte si perde un po' .. Non so.. " Odio queste risposte! Perché solitamente quando qualcuno fa così il vago, penso che il libro in realtà sia un cesso!
Beh, ora, dopo 2 settimane posso dire che questo libro mi è piaciuto! Forse semplicemente l'ho letto troppo in fretta..
Succede come quando hai tanta fame: al trovarti di fronte qualcosa da sgranocchiare, te lo ingoi d'un fiato, convinto di poter soddisfare quel tuo bisogno impellente. E invece poi, appena l'hai finito, rimani un po' deluso, te lo aspettavi più buono, più caldo, più grande e soprattutto, hai sempre ancora un sacco di fame! Al contrario, se uno sa godersi ogni piccolo bocconcino, arriva allla fine che se l'è gustato tutto, ne ha sentito ogni piccolo particolare ed ora riconosce che quel suo desiderio (perché non si trattava di un bisogno, era semplicemente un desiderio) è stato esaudito.
E forse così è capitato anche a me. Per arrivare alla fine, per non mollare un secondo, sono corsa via con gli occhi, perdendomi quella bella sensazione di farsi catturare dall'atmosfera, di sfidare le parole, di scavare a fondo e penetrare la superficie..
In ogni caso, ora lo posso dire: il libro mi è piaciuto!


Il mondo che verrà - la musica

Quella serie di coincidenze di cui parlavo prima, era solo all'inizio!
Sabato 5 maggio, con mia grande sorpresa, ad un mese esatto dal mio compleanno, è arrivato un altro, inaspettato (ma molto desiderato) regalo: l'ultimo cd di Dolores O'Riordan "Are you listening?".
Dopo quasi 4 anni di silenzio, questo disco da solita sarebbe stato l'inizio di un nuovo corso, diciamo ancora che sarebbe stato la prima alba de il mondo che verrà!

L'ho ascoltato d'un fiato, prima di addormentarmi, e mi son fatta cullare dalle note, dalla sua inconfondibile voce, ma soprattutto dalle parole!
Il primo ascolto per me è un vero e proprio rito: nessun testo fra le mani, ma solo l'abbandono totale alla musica! C'è sempre qualcosa, una frase, un passaggio che ti resta in mente.. molte parole sfuggono, molte passano via, ma alcune ti restano impresse nella mente, come As a new day dawns, the darkness moves away and I will wait for you.. eccolo il passaggio che nella mia testa si è trasformato nel mondo che verrà, una cosa piccola piccola, una sensazione, un'emozione direi, difficile da spiegare e spiegarsi..
Inutile dire, in ogni caso, che il cd è davvero molto bello.. un bel ritorno alle origini per un nuovo inizio!

E qui mi è d'obbligo dire anche... Grazie Fede! e lei sa perché! ;)


Il mondo che verrà - le notizie

9 maggio - Corriere della Sera - In Ulster è pace tra protestanti e cattolici

E' questo il titolone a pagina 17, accompagnato dalla foto di due dei personaggi chiave di questo mondo che verrà: Ian Paisley e Martin McGuinness.
Un nuovo governo in Irlanda del Nord ha fatto sì che anche qui si potesse parlare di un nuovo inizio! Dopo secoli di lotte, innumerevoli vittime (dall'una e dall'altra parte), radicati pregiudizi e rabbiose vendette, qualcosa è cambiato!

Tutto è cominciato un po' di tempo fa, nel 1998, quando un nuovo corso di storia irlandese si poteva intravedere, anzi, forse ancora solo immaginare! Da allora sono stati fatti passi avanti, nuovi accordi, nuove promesse, nuove vendette accompagnate da vecchie rivendicazioni.. cambiavano le firme, cambiavano i protagonisti, ma i problemi rimanevano gli stessi: insofferenze, intolleranze, insicurezze.
Ma io ci ho sempre creduto! Ho sempre saputo che un giorno, tutto questo sarebbe finito!
Certo, le cose non si possono considerare risolte ora! Non basta un governo di coalizione per sistemare la questione irlandese, non sono sufficienti le promesse se non sono seguite dai fatti.. ma ogni lunga marcia comincia sempre con un piccolo passo, diceva Mao. Cattolici e protestanti vivono ancora lontani, divisi; molti sono ancora arrabbiati, le ferite sono ancora troppo fresche per poterle non sentire più bruciare, ma è sempre così che si continua, con un altro, piccolo ma significativo, passo!

Go n-éirí leat!


Il mondo che verrà - l'università
Ed ecco l'ultimo, piccolo tassello.. la mia tesi!

Edna O'Brien, scrittrice contemporanea irlandese, sarà la protagonista del mio piccolo mondo che verrà.. e anche se è ancora troppo presto per dire altro, posso per ora dire che mi sto preparando e che qualcosa accadrà!


Un grazie alla mia Fe' e un grazie al destino, che ha voluto regalarmi altre 2 piccole ma splendide sorprese.. vedremo cosa ne verrà fuori.


Beannacht Dé leat!
 

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