La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

lunedì 24 novembre 2008

della serie... a volte ritornano!


Due anni fa mi è stato chiesto di fare una “testimonianza di vita” per alcuni ragazzi di 17 anni… non che il mio zaino traboccante di grandi esperienze, ma, si sa, i ragazzi riconoscono quelli che hanno da poco percorso la loro strada, quelli che stanno poco più avanti… non troppo da perderne la scia, ma abbastanza per poter riconoscerne le orme.

Li ho accompagnati lungo il mio sentiero: c’ho messo dentro canzoni e qualche fiaba per allietare il cammino, c’ho infilato un pizzico di amarezza ed ho condito il tutto con della salsa piccante… insomma, tutto ciò che sono in tutto quello che mi racconta.
Li ho lasciati con un pezzetto di un famosissimo discorso di Martin Luther King, che a me piace tanto…

Se sei destinato ad essere uno spazzino, pulisci le strade come Michelangelo dipingeva i suoi quadri, come Beethoven componeva musica, come Leontyne Prince cantava davanti al Metropolitan, come Shakespeare scriveva poesia. Pulisci le strade così bene in modo che tutti gli abitanti del paradiso e della terra si fermino e dicano: “Qui visse un grande spazzino, uno che fece bene il suo lavoro.” Se non puoi essere pino in cima alla collina, sii un arbusto nella valle. Sii, sii il miglior piccolo arbusto sul fianco della collina.
Sii un cespuglio se non puoi essere un albero. Se non puoi essere una strada maestra, sii semplicemente un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Perché non è per le dimensioni che si vince o si perde. Sii il meglio di qualsiasi cosa tu sia.

Insieme alle parole, ho lasciato loro un pezzetto di pastello, un rimasuglio… uno di quelli consumati dai disegni, dagli schizzi e dalle sfumature.
Con un solo augurio: qualunque sia la vostra strada, tenetelo sempre in tasca e sappiate colorare tutti quei fogli bianchi che vi capiteranno sotto al naso, facendo sempre il più bello dei vostri disegni.


Oggi me ne stavo a casa, con lo stomaco ancora in subbuglio; stavo davanti al mio computer a battere parole che, oggi, oggi proprio, non mi dicono nulla… una dopo l’altra; così, come sono scritte: passano attraverso gli occhi, si cambiano le lettere e tutto resta uguale… non è questo, quello che fa un traduttore di solito, ma oggi è così… oggi sono come quel Babelfish che infesta internet… oggi quelle parole non hanno sfumature, tutte uguali, tasti che si intervallano… lettere che, una accanto all’altra, matematicamente creano parole…
Capita…

Ad un certo punto suona il campanello
E’ lei! Ha passato anni con me: le ho sistemato il fazzolettone, l’ho portata in tenda con la febbre e il mal di schiena, l’ho sgamata in giro di notte a veder le stelle, mi sono crepata di risate a sentirla raccontare storie strampalate e le ho tenuto la testa tra le spalle quando le parole non bastavano più… ho ascoltato i suoi sogni di domani e mi son sentita piccola davanti alla sua meravigliosa fantasia.

Oggi ha suonato il campanello e si è seduta accanto a me
Ho chiuso il computer e ho sorriso a questo bel regalo, capitato lì all’improvviso

Chiudi gli occhi, mi ha detto…
mi son sentita tra le mani una decina di tubicini di legno, pastelli direi… sì, l’odore era inconfondibile! Pastelli!

e scegline uno…
sempre ad occhi chiusi, faccio scivolare le dita e ne prendo uno. Me lo passo tra le dita e sento che la punta è tonda, un po’ consumata; il dietro un po’ scheggiato, qualche ammaccatura sulla lacca…
senza pensarci troppo, lo annuso, ci gioco...

Rimani con gli occhi chiusi e ascolta:
Chi mi conosce a volte si lamenta del fatto che per me le cose sono o bianche o nere. In effetti, qualche mio collega potrebbe dire: «Se cerchi un consiglio netto, o bianco o nero, vai da Randy. Ma se cerchi un'idea o un consiglio che abbia una qualche sfumatura, non è lui la persona giusta». Okay. Ammetto di essere colpevole, e da giovane ero peggio. Dicevo che la mia scatola di pastelli conteneva solo due colori: bianco e nero. Credo sia questo il motivo per cui mi piace l'informatica, perché quasi tutto o è vero o è falso. Invecchiando, però, ho imparato a capire che una buona scatola di pastelli ha più colori. Ma penso ancora che se si vive la vita nel modo giusto, il bianco e nero si consumeranno prima degli altri colori. In ogni caso, qualsiasi sia il colore, amo i pastelli. Alla mia ultima lezione ne avevo portati centinaia. Volevo che tutti ne avessero uno quando avrebbero lasciato l'auditorium, ma quelli alla porta si sono dimenticati di distribuirli. Peccato. La mia idea era questa: mentre parlavo dei sogni dell'infanzia, avrei chiesto a tutti di chiudere gli occhi e sfregare il pastello tra le dita -per sentirne la consistenza, la carta, la cera. Poi avrei detto di portare i pastelli al naso per annusarli. L'odore di un pastello riporta all'infanzia, non è cosi? Una volta ho visto un collega fare una cosa simile con i pastelli con un gruppo di persone, e l'ho trovata un'idea ispirata. Infatti, da allora, ho portato spesso con me un pastello nel taschino della camicia. Quando ho bisogno di tornare indietro nel tempo, mi faccio un'annusata. Ho un debole per il pastello nero e per quello bianco, sono fatto cosÌ. Ma tutti i colori hanno la stessa potenza. Annusateli. Vedrete.
("L’ultima lezione" di Randy Pausch)


Apro gli occhi meravigliosamente confusa

Ora ho un pastello azzurro tra le mani…
e vedo che c’è ancora un bel po' di colore da usare!

...e, ormai si sa,
a me non piace aspettare! eheh

13 commenti:

pmor ha detto...

bella storia, Stefi... e bella la testimonianza che hai regalato a quei ragazzi e a me che sono passato dal tuo blog... grazie. Un abbraccio ;)

JANAS ha detto...

allora ..tossica del pastello!! hai finito di sniffare???

Ma tu lo sai che io ancora li acquisto...i pastelli per me e poi dico ai mie figli ...questi sono miei!
Guai chi li tocca senza permesso!!!
eh! mi ci vedi autoritaria convinta? e soprattutto convincente?
Vengono irrimediabilmente persi o sparpagliati per la casa..dormono per anni negli angoli più remoti o riaffiorano da sotto il cuscino di un divano...insomma se ne vanno in giro allegramente per la casa..e manca sempre quello che serve...il marrone per l'albero!... o il giallo per il sole e le foglie autunnali!
ops se annusi le fogli di timo...hanno un vago odore di matita o pastello!
ciao birba pastellosa!

Clode ha detto...

Grazie!

non mi viene un'altra parola, se non grazie di aver regalato queste parole.

Luigina ha detto...

Stefi, il tuo pastello azzurro oggi ha ricoperto un pezzo di quello nero, con cui qualcuno ha colorato la mia giornata, come nei graffiti che piaceva tanto fare ai miei piccoli allievi coi pastelli a cera e adesso posso graffiarne un pezzo e scriverci un bel GRAZIE

stellavale ha detto...

Il tuo post parla di speranza, grazie.....

Stefi ha detto...

paolo.. io l'avevo condiviso con alcuni di loro, lei era ancora piccolina quando l'ho fatto..ma, ho scoperto, certe cose ritornano, senza saperlo, senza pensarle..mi ha fatto la stessa cosa che avevo fatto io a loro..questo mi ha commossa..e mi ha ricordato di quei pastelli..ieri avevo un foglio da colorare!! ;)
grazie a te


ja'..aspetta va', che sono ancora un po' provata dalla ninnannanna di là..eheh
ma io lo so!ti vedo a giocare coi pastelli!ti vedo pure convinta e convincente..ma non sui pastelli!!ahah anzi, lì ti vedo proprio dire "giù le mani" e far l'occhiolino per inviare segreti messaggi!!ahah
non la sapevo questa del timo..proverò! quindi, se la matematica non è un opinione, per la legge del ....(non mi ricordo più come si chiami...eheh), se metto i pastelli nelle braciole insieme alla salvia e al rosmarino, vengono buone!e pure colorate!!ahhhhahah
un abbraccioneeeeee ja'!!
ecco..e mi son dimenticata di far gli auguri alla tua mamma di là!! :(


clode..eheh..già, a volte fa bene ricordarsi dei propri pastelli e di quei fogli bianchi ;)


luigina..qualcosa non è andato per il verso giusto eh!?..mi spiace! però sul foglio nero, si possono fare anche collage..e riattaccarci sopra pezzetti variopinti! ;)
ma ora vengo a salutarti!
un abbraccio, luigina!!


stellavale..sì! e di coraggio! di usare tutti quei bei colori!;)
un sorrisone

Ballerotta bohémien ha detto...

colora colora colora...

forse anche io preferisco quello imperfetto di mondo, la ragione non solo semina troppe ragioni, ma confonde i sentimenti...
mi chiedo perchè due cose così distinte debbano essere indipendenti e dipendenti le une dalle altre...
non so essere razionale, sono sentimentalista...sono caotica per adesso!

Maracaibo ha detto...

Che splendida sorpresa ti è arrivata tesoro! Ma pensa te... Come faccio a commentare una cosa così?! Che è già bellissima così com'è.. e poi parla da sola..
Il mare ti è venuto a trovare, eh?!
Ma con chi è che ne parlavi?! Ah...non ci sono parole davvero..
Semini amore e ti torna una quantità infinita di amore..:)
Ti abbraccio forte forte e sai che son lì vicino vicino a colorare con i pastelli colorati..d'azzurro ;)

Stefi ha detto...

ballerotta..infatti non lo sono! non esiste bene e male, giusta e sbagliato, ragione e sentimento..tutto è mescolato..è una tisana di erbe varie.. buttaci dentro tutto! e lascia quel bel caos! ;)


Maracaibo... la cri è sempre la cri! ;) e noi coloriamo coloriamo coloriamo!
un abbraccione stein!

farlocca farlocchissima ha detto...

hai proprio un bel modo di raccontare, sentivo i pastelli tra le mani... condivido la scelta delle parole di King, le cito ogni tanto e mi ricordo quando me le hanno raccontate la prima volta :-)

max-buck-office ha detto...

Finalmente dal mio computer della mutua sono riuscito ad entrare nel tuo blog.
Non sarà una grande soddisfazione per te ma per me si.
Saluti dal cucù pazzoide.

Hiraeth ha detto...

Ciao Stefi, ti seguo sempre sai? In disparte, mi piace quello che scrivi, come lo scrivi... Un'Italiana di nascita, un'Irlandese nel cuore. Come ti capisco! E quando tra tre giorni sarò là manderò un pensiero a te e a Ghillie Dhu!
:)

Stefi ha detto...

farlocca..eheh..grazie!siamo in tanti, allora, con i pastelli ancora tra le dita qui! ;)


max! ma ciao!! :)
ma io sono contenta invece che tu sia approdato qui!mancavano proprio i deliziosi cucù in questo piccolo angolo di bosco!!
quando vuoi..ti aspetto qui, per un bel caffé e quattro chiacchiere tra questi (tutti) pazzi!eheh


hiraeth, che bello risentirti!!e così te ne vai lassù, eh? già ti immagino..riesco a sentire quell'emozione di guardare il cielo e veder sfrecciare le nuvole..a toccar la terra verde..a sentire l'odore della guinness e quelle u strette nella bocca della gente..
ma dove vai precisamente?!
ti penserò! salutamela tanto, l'Irlanda!!

Go n-éirí an bóthar leat!;)

 

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