La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

venerdì 4 gennaio 2008

Torpore

Ci sono cose che dovrei fare e dalle quali sto spesso alla larga; passano spesso molte occasioni: mi limito a leggerne la targa. C’è qualcosa che non va in questo cuore qua, qualcosa che non va: forse sarà l’età o forse sarà la voglia di libertà.

da"La voglia di libertà" di Lorenzo


Strana sensazione di torpore,
membra stanche
testa vuota

silenzio
silenzio

e sempre troppo rumore

Il sole mi scalderà
La pioggia mi darà nutrimento
Il vento mi darà energia

2 commenti:

Maracaibo ha detto...

"..E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango.."
Conosco queste sensazioni tesoro..chiudi quei libri e fatti una bella passeggiata..magari fino dalle mie parti che ne ho bisogno anch'io di un pò di quel silenzio che parla;)
Un abbraccio

Stefi ha detto...

"..e io so che non sono solo, anche quando sono solo.."
Grazie stellina!

 

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