La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

martedì 19 febbraio 2008

49 di dittatura... Ops! di presidenza...

16 febbraio 1959 - 19 febbraio 2008. Tanto tempo ha passato Fidel Castro alla guida di Cuba, prima come Primo Ministro e poi come Presidente. Curiosa coincidenza perfino il giorno dell’annuncio: (quasi) esattamente 49 anni dopo.
E’ riuscito a sopravvivere ad attentati, non ha mai ceduto sotto i colpi degli Stati Uniti durante tutta la Guerra Fredda… ha visto morire il totalitarismo dell’URSS, ma nel frattempo ha sorriso alla nascita di nuovi regimi… Il mondo ha corso sotto ai suoi piedi e lui, dal suo trono di combattente comunista, l’ha osservato. E così, purtroppo, anche i cubani.
Con il fratello, Raul, che dovrebbe essere nominato al suo posto il 24 febbraio, non si può sapere cosa cambierà nella storia di Cuba… di sicuro, finisce un’era!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mitico!!
Carlo

 

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