La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

venerdì 7 marzo 2008

Dal regno dei quattro sedili al pensiero rubato

All'apertura delle porte, diventi il solo, l'unico... tu e la tua missione: il posto a sedere!

Il cervello manda impulsi agli occhi... condizioni di base... tutto quello che non rientra nelle tue "condizioni di base", il tuo sguardo non riesce nemmeno a coglierlo.

Davanti a te si apre un intero vagone: troppo dispersivo... tutto troppo grande! Nella tua testa sai già cosa vuoi e non c'è troppo tempo per prendertelo. Dietro di te, occhi. Davanti a te, altri occhi... ognuno vuole quello che stai cercando tu, c'hai mai pensato?

Il cervello manda impulsi precisi. Se il primo criterio non soddisfa la tua ricerca, passa velocemente al secondo e poi al terzo e al quarto e...

Primo. Un intero blocco di sedili: li vuoi tutti e quattro per te! Nessuno si dovrà alzare, nessuno ti potrà disturbare... se tu c'arrivi per primo, ti siedi, quello diventa tuo... tutto! Chi viene dopo di te, dovrà chiedere permesso a te... e sarà lui a chiedere di entrare. Tu diventi il re e quei quattro sedili sono il tuo regno!

Occupato

Secondo. Un posto all'esterno, dalla parte del corridoio. Ti basterà avvicinarti, chiedere se è libero e sederti. Così nessuno si dovrà spostare, non ci sarà alcun contatto, nessun imprevisto, nessuno spostamento. E' come entrare a casa di qualcuno e fermarsi in giardino... lì non dovresti disturbare, in fondo.

Occupato.

Terzo. Non ti resta che suonare il campanello e chiedere di entrare. Chissà chi è il re di quei quattro sedili... In ogni caso, qualcuno dovrà alzarsi, per farti passare... qualcuno dovrà smettere di leggere, qualcuno dovrà abbassare il volume del lettore mp3 o forse svegliarsi, un po' di soprassalto, da quel torpore di silenzio e fantasia, con gli occhi chiusi e le ali spiegate. Sei un terribie invasore. Chi ti ha dato il permesso?! Probabilmente hai interrotto una serie di piccoli e deliziosi pensieri di chi, con lo sguardo fisso sul finestrino, sognava un viaggio lontano... o hai bruscamente riportato al rumore del vento, chi si era creato un silenzio tutto suo, nella testa... o hai interrotto una serie di appuntamenti, programmi, analisi, pensieri... forse hai ucciso un ricordo... o staccato un post-it... potresti anche aver illuminato una stanza buia... o dato una risposta... acceso una candela...
Ma il tuo occhio aveva visto solo una stoffa blu e un buco, nel mezzo del treno. E quello è tutto ciò che vuoi. Non vuoi disturbare, non vuoi entrare in quello strano regno... vuoi solo sederti. Se potessi sparire e ritrovarti già seduto, lo faresti. Ma è così. A volte per entrare, bisogna chiedere il permesso.
Con gli occhi, eviti lo sguardo dei vicini... un po' ti senti ancora in colpa. Ma la cosa importante è che ora sei lì, seduto. Togli la giacca, apri la borsa, trovi il tuo libro: questo è ciò che ti fa perdonare. Sentire il libro tra le mani, ti fa distendere i muscoli del viso, le mani si ammorbidiscono e gli occhi si rilassano. Al solo gesto, il regno dei quattro posti ricomincia a vivere! E' come se, in un attimo, tutti ricominciassero a respirare, a camminare: il libro si riapre, la musica si rialza, la testa si riappoggia sul sedile, gli occhi si rilassano e vanno oltre il finestrino, le mani si ammorbidiscono e i muscoli si distendono.
Ora puoi respirare anche tu... ti senti parte di questo mondo... ora ne fai parte anche tu!

E' strano però! Tu ti rintani dentro di te, nel profondo: chiudi a chiave la porta, tiri la tenda alle finestre e resti lì! Ci stai bene, così! Hai ottenuto tutto quello che volevi: un posto. Ora non hai bisogno di altro.

Invece non è così. Quelli che sono accanto a te stuzzicano la tua curiosità... in fondo, sono diventati la tua piccola famiglia... tutti insieme state condividendo una piccola porzione di vita, il vostro piccolo regno. Con la testa bassa nel libro e le orecchie concentrate nella musica che sta suonando solo per te, senti il richiamo di guardarti intorno... è la sola, piccola, meravigliosa curiosità di sapere chi c'è vicino a te: chissà che musica ascolta... chissà che sta leggendo... chissà a cosa sta pensando... a chi!... chissà se è felice...

Ma non vuoi alzare gli occhi... alla fine non te ne frega!! Non cercavi il posto da solo?! Non volevi essere l'unico, immerso nel tuo immenso regno dei quattro sedili?!
Ma sarebbe bello, saperlo... Sarebbe bello, rubare un pensiero... Un pensiero soltanto...

3 commenti:

Maracaibo ha detto...

Che bello questo scritto stellina...sembra proprio di entrare nel treno con te e scegliere il posto con te ecc ecc... Non è che per caso vuoi fare la scrittrice?! ;) Davvero brava tesoro! Ma chi è stata, la tua prof d'italiano ad insegnarti a scrivere così? ;p
un abbraccio forte

Stefi ha detto...

;p ...grazie!

E per via della prof... mh... tutto merito dei libri che ho avuto la fortuna di leggere!! :D :D
Dai, diamo a Cesare quel che è di Cesare! Anzi, diamo alla Livia quel che è della Livia!! .. senza aggiungere altro direi.. che siamo vicini a Pasqua e non si può! :D :D

Un abbraccione!

Bibbo ha detto...

Assolutamente straordinario!

 

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