La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

venerdì 24 ottobre 2008

Scie



Il sole se ne stava seduto comodo, ospite della notte. Gli ho ceduto la mia sedia, perché potesse appoggiarci le braccia e stendere le gambe, dopo quella lunga giornata. Io mi son seduta davanti, spalle al muro, in silenzio.

Era ieri sera; quando mi ha raccontato la storia dell’anfora vecchia: dopo tanti anni di onorata carriera, era ormai piena di crepe e non faceva più il suo lavoro. Ad un uomo si chiede di sorridere; ad un’anfora di trattenere l’acqua, coccolandola nei suoi movimenti.
Il contadino aveva smesso di sorridere perché quell’anfora aveva smesso di fare il suo lavoro… e l’acqua se ne usciva dalle crepe. E lui faticava inutilmente. E non sorrideva.

Mi sembrava una storia triste da raccontare… io ieri avevo voglia di sorridere. Ad un uomo si chiede di sorridere, no?
Lui non si è scomposto… anzi, s’è messo comodo.

"C’hai pensato a dov’è andata quell’acqua?
Te l’ho detto che devi usare gli occhi quando ascolti! Le storie vanno create a colpi di pennello… sono libri di parole ed immagini, senza didascalie. L’acqua… Che ne è stato di lei?"

"E’ caduta. Ha lasciato scie? o rivoli..."

"Scie, sì. Ma non d’acqua… Scie di fiori.
Lui percorreva quella strada tutti i giorni, dal pozzo del paese a quello del suo giardino. L’acqua cadeva goccia a goccia lungo la sua strada. Pazientemente e costantemente cadeva.
Cadeva sui semi.
Ci sono sempre dei semi lungo la strada.

E’ incredibile come un’anfora screpolata abbia fatto nascere dei fiori.


Hai dato da bere ai tuoi fiori, oggi?"

7 commenti:

Maracaibo ha detto...

Tesoro... già la conoscevo questa storiella..ma rileggerla qui, oggi... "ieri sera.." ...capito tutto!
Meraviglia! Che bella che sei stellina..

A volte davvero guardiamo a ciò che ci rende tristi e ci sconsola, invece di osservare ciò che di meraviglioso abbiamo attorno... e dentro di noi!
E' un po' il mio discorso sui "fatalisti", no?! Bè, in modo decisamente diverso.. ma il concetto è tra le righe.. noi vogliamo sorridere! E vivere sorridendo per i fiorellini sul nostro sentiero, che hanno bisogno della nostra acqua e del nostro amore.. tutti i giorni..

Grazie infinite per il sorriso che mi hai regalato con quel fiorellino :)
Un abbraccio grande

Stefi ha detto...

La conosci,sì! ;)

hai visto che bel fiore?! e questo se n'è uscito così, a caso, da chissà da dove (e perché), nel mio giardino!!l'ho scovato ieri!! e così m'è venuta in mente quella storiella! era perfetta!

sìsì, ci siamo! sui fatalisti! uguale!... se sa!ehehhh

un baso!

JANAS ha detto...

come un fiore uscito senza perchè?
se potesse parlare ti direbbe sicuramente il perchè!
comunque è davvero bello...:)
un passerotto che passava di la,vide la meravigliosa Stefi, intenta a leggere nella sedia in giardino, e così disse:
"a questa birba birbosa, le voglio regalare un fiore"
allora andò in cerca di una pianta con un bel fiore Rosa....ne prese il semino e lo lascio cadere nel suo giardino (che fa pure rima)
tutti i giorni passò di li a controllare...cresceva bene!
e ora ecco, la birbosa Stefi si accorta del fiore, e mentre lo fotografa, il passerotto la spia da un ramo sull'albero!

Stefi ha detto...

Ma! Quanto mi piace questa!! bellabellabella!

ehehhh! Mi sa che è proprio andata così!!

Ma aspe', non è che c'eri pure tu?! come fai a saperlo?! eh?!eh?!
guarda che a nascondino son sempre andata benissimo!! ocio eh! eheh

Anonimo ha detto...

beh...anche per me non è nuova questa storiella...vacanze di branco di due anni fa...momento di catechesi...ecco rileggerla ha fatto questo effetto...ho sfogliato le sue pagine fino a quella mattina...e un sorriso dopo una giornata estenuante è venuto anche a me...
un abbraccio...
cia'
bizzz

Luigina ha detto...

Appena ho letto la tua storiella mi son ricordata che non avevo innaffiato i fiori del mio balcone e sono andata a farlo e ridevo perché mi sembravano più belli del solito, perché tu, con i tuoi racconti, ogni giorno innaffi la mia mente e il mio cuore e mi fai stare bene, perché riesci a trovare il lato positivo della realtà che ti circonda ancora con l'entusiasmo di un bimbo che deve ancora scoprire il mondo che lo circonda. Grazie Stefi

Stefi ha detto...

Bizzz... quand'è così, allora ne sono felice!! ;)
ciao fratellino!


Luigina.. eheh, i fiori!! hai strappato un sorriso anche a me e me li sono immaginati prendere l'acqua anche dal tuo sorriso.. sarà stata ancora più buona oggi allora!;)
e.. eheh.. grazie! io ringrazio sempre con un sorriso perché son le cose più belle che potrei sentirmi dire!però guarda che son come i bimbi veramente.. poi divento rossa!!eheh
buona giornata, luigina! ;)

 

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