La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

lunedì 17 dicembre 2007

Ah... i bimbi (capitolo secondo)

Tutto è partito da un test inviatomi via mail sull'età mentale… mi è piaciuto e mi sono incuriosita al sito… tra tutti i vari questionari, uno in particolare ha catturato subito la mia attenzione: la domanda era chiara: QUANTO SEI RIMASTO BAMBINO?

Il destino ha voluto che i bambini, in quest’ultimo periodo, entrassero a far parte della mia vita da protagonisti, a volte in modo inaspettato e altre volte in modo inaspettatamente meraviglioso! è un gioco di parole ma.. rende! ;) Prima il mio servizio in L/C, poi il mio lavoro all’asilo… poco alla volta, ho ricominciato a credere nella magia del tornare bambini, anzi, dell'essere un po' bimbi, dentro al cuore... diciamo che ho tolto gli occhiali!

Mi spiego meglio.

Succede sempre che, ad un certo punto, arriva il desiderio di “diventare grandi”, il bisogno di dare un senso, di trovare risposte e di scavare oltre la superficialità, l’immediatezza, quando provi sulla tua pelle la schiettezza della vita e capisci che i giri di parole non bastano più. Ecco che, d’un tratto inizi ad usare un altro linguaggio: progetti, scelte, decisioni, responsabilità, dovere…

Quello che vedevi prima, ora non basta più. Serve qualcosa che prima non avevi: gli occhiali! Per guardare lontano, per vedere più in là. Diventare adulti significa mettere gli occhiali.
E allora inizi a camminare, con lo sguardo fisso davanti a te, all’orizzonte; più lontano sai guardare, più riesci a rispondere a quelle domande che iniziano a farsi insistenti: cosa ti piacerebbe fare da grande? Ora che sei diventato grande, cosa farai? Come ti vedi tra 20 anni? Chi diventerai?
E quegli occhiali non bastano mai. Forse non sono abbastanza forti, queste lenti… vedi più distante, sì, ma ogni volta ti sembra non sia abbastanza: trovi una risposta e arriva subito una nuova domanda… cavolo, questa ancora non la vedo… è tutto così sfuocato!
Così impegnati a guardare lontano che non vediamo più la strada che corre, sotto ai nostri piedi.

Si diventa più alti. Ma qualcosa si perde…
Dall’alto si vede la cima della montagna, ma non si sente più il profumo dei fiori. Si vede il cielo all’orizzonte ma si perde il colore dell’erba. Ci si siede sempre su sedie, sedili e poltrone, dimenticando la sensazione dei sassi sotto al sedere. Si toccano maniglie, tavoli, pulsanti e tasti, borse, zaini, piatti… ma non si sente più la terra tra le dita. Tutto da un’altra prospettiva, insomma.

Quello che è successo a me è strano: da un giorno all’altro sono stata costretta a togliere quegli occhiali; perché quando parli con loro, con i bimbi, se tieni addosso gli occhiali, loro ti guardano straniti… non ti capiscono…
E tu, così abituato a rispondere a quelle domande così complicate, ti senti senza fiato davanti a: “Maestra, perché non c’è il cielo?”… ma come manca il cielo?! E’ lì! E’ possibile che non lo vedi?! E’ lì… ma poi guardi la figura e… cacchio, manca veramente! Ho colorato tutto fuorché il cielo!, pensi, attonita, di fronte al disegno che hai portato loro. Certo, io il cielo l’avevo pensato, anzi, l’avevo dato per scontato che lì ci fosse! Ma per loro… per loro un disegno senza il cielo e senza il sole, è un disegno a metà. E c’hanno ragione! Pensa te un mondo senza il cielo azzurro! O senza il sole! E così ti senti sfilare gli occhiali, provi ad abbassare lo sguardo e… che meraviglia! Risenti le canzoncine, senti il calore tenendo in braccio un bambino, senti il dolore di una lacrima.

Tutto è più veloce quaggiù. C’avete mai pensato quanto tempo ci vuole per un bambino a chiedere scusa? Due secondi. Quando hanno capito che una carezza data troppo forte può diventare uno schiaffo, allora abbassano lo sguardo ed esce quella parola magica: “Scusa!”… assomiglia più a un “Cusa”, ma il significato è lo stesso! ;)

E avete mai pensato a come far passare una brutta botta? Quando, camminando, la testa batte forte contro il tavolino… dopo un istante scende la lacrima ed inizia la disperazione… “dai, vieni qui, un po’ d’acqua e passa tutto!”… ma, niente, il pianto non si placa! un po’ di disinfettante?... del Lasonil?... “ma che devo fare?!?! Che esagerati ‘sti bimbi!! Tutto ‘sto casino per una botta!” … ah, bisogna togliere gli occhiali!! Noi eravamo già al pronto soccorso, al telefono con i genitori, al pensiero di non fare in tempo a finire il programma… abbiamo pensato troppo! E non abbiamo fatto quello che, ognuno di noi, vorrebbe che succedesse quando si cade e ci si fa male… solo allora, solo quando riusciamo a pensare meno e a sentire di più, allora ci può venire in mente che quello che, attraverso le lacrime, il bimbo ci stava chiedendo è… un bacio!

Semplicemente e meravigliosamente un bacio!

Il bacino ha poteri magici: ti avvicini e dai un bacino, piccolo piccolo, accompagnato magari da una carezza e… wow… non piange più! Anzi, è addirittura già tornato a giocare, col sorriso sulle labbra! E tu rimani senza parole, senza fiato… ti senti… svuotato in un instante… come un ago piccolo e sottile si avvicina ad un palloncino e… lo buca! Quello resiste a tutto: schiaffi, botte, pedate ma… all’ago piccolo e sottile, no… scoppia!

E da queste esperienze, poco alla volta, inizi a togliere gli occhiali, a sederti per terra e a scoprire che quello che si vede da lì è magico… vedi sotto la cattedra, vedi la polvere sul pavimento, vedi le radici sporgenti dell’albero, vedi la ruota della macchina… vedi che i fiori sono più grandi e scopri anche lo stelo, che da lassù, non lo nota mai nessuno. Vedi i lombrichi e le formiche; vedi al di là della strada, sotto alle macchine; capisci quante persone ci sono attorno a te, solo dal numero di scarpe.

Non basta abbassare lo sguardo. Bisogna provare a sedersi, per terra!

E allora, è con grande orgoglio che dico che il mio risultato è stato 76. 76& di bambina in me!
Ecco il profilo:

Bambino in positivo. Le tue risposte al test mostrano che una parte di te è rimasta inalterata rispetto alla tua infanzia: questo ti permette di cogliere alcune sfumature della vita che a molti sono precluse, di percepire eventi e occasioni in modo spontaneo e privo di condizionamenti "adulti". Ti trovi molto a tuo agio con i bambini e loro ti apprezzano molto, perché sei in grado di tornare bambino insieme a loro, senza perdere comunque di vista le tue responsabilità di adulto. Cerca di fare in modo che questo tuo aspetto non vada perduto: è un dono.

Ovviamente mi ha fatto molto piacere! :) Anche perché son convinta che, qualche tempo fa, non sarebbe uscito lo stesso risultato!
Auguro a tutti di riuscire a sfilare quegli occhiali, a sedersi per terra, a vedere quanto son grandi i fiori e quanto è immenso il cielo da laggiù!

Questo è il mio impegno per Natale.
E il vostro?


foto: Ann Geddes

7 commenti:

dioniso ha detto...

Sei rimasto bambino per il 87%



Troppo bambino. Dalle tue risposte al test si potrebbe dire che la tua infanzia non sia mai finita! Sei consapevole di essere rimasto bambino e spesso ne fai uno stile di vita. I tuoi amici apprezzano la tua allegria e la tua spavalderia, ma sanno di non poter contare su di te per problemi e responsabilità. Diventare adulto non ti interessa, stai bene così e credi di poter ottenere tutto con un sorriso disarmante e qualche moina. Prima o poi il momento di crescere arriverà... conserva una parte del tuo essere bambino ma lascia quelle che non servono più nei ricordi più cari. Scrivici se hai apprezzato questo test.

Sono sorpreso...per nienteeeeeeeeeeee ;P

il bello è che la mia età mentale è di 36 anni!
Un abbraccio

Maracaibo ha detto...

A me è venuto fuori 79%!! Il profilo è identico al tuo!! Che beo! Al di là del test, che è cmq puramente statistico, mi è piaciuta tanto la tua riflessione.. Ed è proprio come dici, i bimbi sono spontanei, puri e noi invece abbiamo strati di scorza che dobbiamo lasciare andare per entrare nel loro mondo.. Ci si deve togliere gli occhiali.. Sono molto felice della tua esperienza... Io, come puoi vedere, ho un bimbo adulto, me moroso!! Ma dime ti ;)))

Stefi ha detto...

AHAHAH... grazie alla mia chiaretta e grazie anche a marco!!!!
Sono la meno bimba di tutti insomma... :( nooooooo... mi rifarò!!
Marco, la mia età mentale è 38!!!questa sì è la vera tristezza!! ;) più vecchia in tutto! aiutooooo

Un abbraccio ad entrambi!!

Silvia ha detto...

Meraviglioso!
Non ci sono altre cose da dire

Anonimo ha detto...

(tratto da un discorso, fatto su altro):

Anche se non li si sfrutta...riuscirebbero comunque a farci sorridere... :) perché nessuno può togliere quella loro curiosità nei confronti del mondo, quella loro voglia di correre anche se sono stanchi, e quel sorridere alla vita, che a volte.. noi più grandi ci dimentichiamo.. :) :p

(grazie a chi l'ha detto!.. sono parole stupende che non potevo non aggiungere alle altre! stefi)

JANAS ha detto...

AZ..Troppo bambina 85% il profilo come quello di dionisio!!
mi devo preoccupare!!
questo tuo post è bellissimo, quello che scrivi è di una sensibilità e tenerezza disarmante!
tutto vero ...tutto vero!
ho passato metà della mia infanzia a tenere i figli dei vicini, a giocare con loro, a nove anni ero così responsabilmente bambina, che le mamme me li affidavano senza problemi anche se avevano pochi mesi!
quanto amore può venire dai bambini, naturale spontaneo..entrare nel loro mondo che meraviglia!
un gioco che facevo e che loro si divertivano da matti era sederli in un tappetto e trascinarli per tutta la stanza come se fossero su un tappetto volante....la loro mamma aveva passato la cera sui pavimenti e così i bambini si divertivano...e in più lucidavo il pavimento! che ridere...quando arrivava il momento di andar via mi si attaccavano alle gambe e piangevano perchè volevano che restassi...ma lo sai che ora alcuni di loro sono sposati e con figli??? Come sono vecchia!
ho anche avuto la fortuna di essere zia presto...mia sorella è più grande di me di 15 anni così quando è nata mia nipote avevo appena dieci anni, inutile parlarti del nostro rapporto che non è mai stato di zia e nipote...ma di due piccole pesti...lei che viveva in un paese a 45km dal mio..praticamente appena iniziavano le vacanze scolastiche stava sempre con me, e abbandonava i genitori per settimane..a proposito di big fish ...le facevo mangiare l'omogeneizzato facendole credere che fosse gelato! potenza della fantasia!

è vero che sono rimasta troppo bambina..dovrei essere già a lavoro!!

Stefi ha detto...

ahah! che spettacolo! ti ci vedo proprio!!! beh, vuol dire che i due bimbi (forse non più tanto bimbi) che hai adesso, son belli fortunati!! ;)

io invece non ho mai tenuto pesti, sarà che gli altri erano già troppo impegnati a cercar di tenere me... che ero già abbastanza peste per tutti!! ti dico solo che a casa mi chiamavano DESFI.. che oltre ad essere il mio quasi-anagramma, in dialetto ha a che fare con qualcuno che distrugge tutto!!) :D birba... birba invece era riservato alla nonna! e adesso a te! ;)

ah, e io ne son convinta: non sei tu ad invecchiare! sono loro che diventano grandi!!! ;) lo dice anche il tuo test!!!! eheh

 

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