La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare, ma forte come il vincolo che unisce il corteggiatore alla sua amante segreta. Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere

(da “Amor America” di M.Torres)

Perle di saggezza popolare (grazie a Venessia.com)

Io vado...

...nella mia nuova casa

martedì 16 settembre 2008

Oggi si cambia!

- Ci dai mai un nome alle cose, tu?
- Alle cose?! Boh… di solito gliel’hanno sempre già dato gli altri. Che senso avrebbe dargliene altri?
- Beh, prendi me: io ne ho un sacco! Tanti nomi, tante sfumature. Uno è riduttivo, è… decisivo!
- Ma chettenefrega?! Un nome è solo un nome. E’ un paio di scarpe consumate dal fango e dalla pioggia… un po’ deformato forse… ma la scarpa è sempre quella, uguale a quella degli altri! Solo che dentro prende la tua forma: all’inizio ti batte sul mignolo, poi il piede si stiracchia un po’, si fa spazio e si accomoda. Lei cede, e tu ci stai bene!
Magari dopo un po’, quando meno te l’aspetti, inizia a grattarti sulla caviglia… “ma che è?! Anche lì?!” eh, si sveglia all’improvviso e decide di starti scomoda pure lì! Ma un cerotto ti aiuta: ripara il danno e fa fare al piede il suo lavoro… che alla fine si ritrova bello disteso e rilassato. Ha cambiato posizione, s’è sistemato e ora sta meglio.
Sarà solo una scarpa, ma alla fine è la tua! Non ti sei mai trovato bombo di pioggia a dover chiedere le scarpe di qualcun’altro? Ecco, magari ci stai, eh! Ma ti senti fuori luogo… ospite a casa di un altro… contratto… come quando ti siedi al bar: ti rilassi, ma mica ti ci puoi distendere sul divanetto!
- Già… Ma quella scarpa diventa il tuo biglietto da visita: segnata, un po’ impolverata, taroccata e coi lacci che tendono al grigio = quello che va alla sostanza delle cose... che si batte contro le multinazionali e lotta contro i mulini a vento dell’ipocrisia
Oppure c’è quelle bella, di marca; lucidata e sistemata a puntino, con i lacci infilati precisamente sotto alla linguetta… per un tipo elegante, da Wine-Bar del centro, il sabato sera… prosecco e sfogliatine di verdure… sempre composto ed educato.
No?! Arrivi con le tue scarpe e potresti startene zitto tutta la sera: san già tutto di te!
- E che c'entra questo coi nomi?!
- Che si dà un nome alle cose per semplificare i discorsi, le domande… non li compili mai i questionari?! Mare o montagna? Cinema o letteratura? Birra o vino? Destra o sinistra? Villaggio-vacanza o viaggio avventura? “Beeeeeee-risposta errata! Io quelli che vanno in vacanza nei villaggi a buttarsi in piscina nell’hotel a 5 stelle non li posso proprio soffrire!” … e che ne sai?! Manco hai chiesto qual è stata l’ultima volta per cui si sono sganasciati dalle risate! O il ricordo più bello di una serata a casa, semplicemente normale…
- Eh beh! Non sei tu quello che fa fare il giro più lungo ai francesi che si perdono tra le calli?! … Solo perché sono francesi!
- Buahahah, assolutamente sì! Sono francesi, l’hai detto tu!
- Che ne sai?! Magari quel francese ha girato l’intera Africa con zaino e taccuino… il cappello da finto-gondoliere l’avrà portato solo per entrare nel clima di casa… per sentirsi meno straniero a casa tua!
Dai, sono nomi… post-it che col tempo si scollano, lo dici sempre tu! Belli per questo: metti e levi, cambi… Sono scarpe consumate, quel che ti serve per camminare, nient’altro. La strada è tutta nascosta lì dentro, nella forma che hanno preso… che c’hai dato! … That’s life!
- Già… that’s life!... così!

13 commenti:

JANAS ha detto...

tu dici dunque che
il cielo
altro non è che la striscia azzurra
di sole e nuvole?

che la terra
altro non è
che l'ancora per i nostri piedi
per non perderci nello spazio che ci sovrasta?

che il fuoco
altro non è
che l'ardere della legna nel camino
e chissà se lo scoppiettare
altro non è
che il dolore del legno
che diventa grido!

che il mare altro non è
che una distesa liquida salata
su cui si specchia il cielo
e le nuvole diventano schiuma?

Ma la poesia altro non è
se non il nome di tutte le cose,
in cento modi diverse nominate
in cento modi vissute
per ogni mutar d'umore, di tempo
dalla mattina alla sera,
le cose hanno cento nomi cento
per ogni cambiar di ombre
e sfumar dei colori..
le cose hanno cento nomi cento!
(per chi ha dentro la poesia ;)!)

Stefi ha detto...

eh!..... uff!! ;p

Bibbo ha detto...

"le cose hanno cento nomi cento
per ogni cambiar di ombre
e sfumar dei colori.."

bello, Janas

E non c'è sistema per farti tirare fuori la traduzione del nuovo nome?fai uno strappo alla regola. solo uno.....
peocio........ :D sempre qualcosa di nuovo scopro io

Lucignolo ha detto...

Ma poi c'è uno che le scarpe le usa e non si preoccupa di come si chiamano e non ricorda dove lo hanno portato, però c'è affezionato, ed a fine carriera, invece che buttarle, le sue scarpe da trekking, che usava tutti i giorni, son state promosse a pantofole, senza lacci, ne nome, ne ruolo, ne regole comuni.

Solo compagne di una pezzo della mia vita.

Stefi ha detto...

Bibbo... non c'è niente da sapere in fondo.. vuol dire tante cose, è una contraddizione, ha un mucchio di riferimenti.. proprio come me.. così!
peocio... colpa di mia sorella..



Lucignolo... ti stavo giusto leggendo di là..
già.. l'importante è che abbiano ancora qualcosa da dire.. ma a volte ce lo scordiamo, e allora non servono più, non raccontano più.. solo parole.. post-it che si staccano.. a volte capita, almeno a me..

JANAS ha detto...

bibbo grazie!


oggi si cambia?"

Stefi ha detto...

Si cambiano le scarpe... non parlavano più... a volte fa bene! pure al piede...

JANAS ha detto...

sin an saol agat! ;)

JANAS ha detto...

poverine...però magari (hihihi!) puzzavano ancora!

(che per le scarpe è pur sempre un segno di vita!!)

Stefi ha detto...

puzzavano, eccome!!
sarà pur sempre un segno di vita per loro... ma... ammazzano me poi!! ;)

Maracaibo ha detto...

Bè, avete già detto tutto..cosa posso aggiungere io? Che appena ho letto mi sembrava di avere già sentito queste parole, questa storiella...ma dove l'ho letta???

E io mi sa che sono di quelle che le scarpe le appende al chiodo quando ha finito di usarle..ma per finire di usarle ce ne vuole! devono essere proprio senza suola.... W le gazzelle :) Sanno di quelle cose loro... :DD

"La strada è tutta nascosta lì dentro, nella forma che hanno preso"
Questa mi piace tanto...

Un abbraccio grande stellina

Stefi ha detto...

Le appendi?! poverine... sempre in zona mista le tieni?! buttale! se non servono più buttale!! altrimenti poi ti assalgono i rimorsi.. e i dubbi...
viaviavia!! ;)

un strucotto stein!!

Maracaibo ha detto...

El problema xè che e me serve ancora!! :DD Io le uso!! Non posso ancora buttarle... sennò resto sensa scarpe! :D

 

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